Due carabinieri ispezionano il luogo del crollo avvenuto nei pressi di Porta di Nola nell'area nord degli scavi archeologici di Pompei Il sottosegretario Villari sul crollo di Pompei: "Qui siamo alla follia, ora rafforzare la soprintendenza con uomini e mezzi dall'esterno" «Il crollo è avvenuto ieri e io sono stato informato solo questa mattina. Questo è molto grave. Così le cose non funzionano». Riccardo Villari è a Pompei. Ed è arrabbiato. Il sottosegretario ai Beni Culturali, con delega sullo scavo, non nasconde la sua irritazione per il modo in cui è stata affrontata la vicenda. Che cosa non ha funzionato? «Lo smottamento è avvenuto 24 ore fa e rilevo con rammarico e disappunto che dell'accadimento non si è ritenuto di informare tempestivamente le autorità politiche, né il sottoscritto né tantomeno il ministro. Siamo alla follia. C'è una logica di autosufficienza che deve essere superata». Qual è la gravità dell'accaduto? «Il crollo ha interessato una zona fuori Porta Nola, nella parte est della città. Ma il muro è ancora intatto. A cadere è stato il rivestimento esterno. Non è nulla di gravissimo, ma è un altro campanello di allarme». Quindi la colpa non è solo della pioggia? «Credo sia solo una coincidenza, ma non ho ancora elementi per valutare. Dobbiamo migliorare il sistema di tutela e prevenzione che fino ad ora non è stato ottimale». Qual è la soluzione? «Il crollo rende ancora più attuale la necessità di affiancare strutture, uomini e mezzi esterni per rafforzare l'azione della soprintendenza in attesa dei 25 tra archeologi e architetti che arriveranno grazie alla legge di Stabilità. Bisogna per mettere in sicurezza tutto il sito». Chi è che frena? «Ci sono diverse linee di pensiero. Alcuni sostengono che il ministero è autosufficiente e non c'è bisogno di altri. Io sono il primo a difendere la struttura del ministero, ma servono rinforzi». Ma i soldi ci sono o no? «In teoria le risorse ci sono. La soprintendenza di Pompei non è povera. Dobbiamo esser messi nelle condizioni di poter spendere le risorse in cassa presto e bene. La messa in sicurezza del sito è la cosa più urgente e non bisogna chiudersi a riccio in personalismi ma collaborare tutti assieme».