"Pesa il taglio ai fondi della cultura per il rilancio serve un altro governo" «Il guaio è che Pompei è stata abbandonata. Ho visitato di recente gli scavi, non bisogna essere un restauratore dingegno per capire che le mura sono deboli. Per il rilancio ci vorrebbe un altro governo. Non si possono tagliare i fondi alla cultura e poi meravigliarsi dei crolli». «Siamo insensibili alla voracità del tempo, che distrugge ciò che luomo ha costruito. Le ristrettezze di bilancio non giustificano lincuria del governo italiano. Serve una mobilitazione di istituzioni e cittadini per spostare lattenzione sui siti che meritano i finanziamenti anche quando si è impoveriti». «So che non ci sono mai abbastanza fondi per far sì che gli scavi siano sorvegliati. Non cè che dire. Ormai Pompei si sta sgretolando e nessuno ci pensa. Cè troppa trascuratezza. Rilanciarla? Non cè bisogno, si tratta di un sito unico al mondo: ma certe zone del sito non possono versare nellabbandono più totale». «A provocare i crolli è il ritardo negli interventi. Serve un tavolo permanente per monitorare la situazione. Dobbiamo agire in fretta e noi stiamo già lavorando. Entro il 26 ottobre siederemo a un tavolo con Mibac e il commissario europeo Hahn per rilanciare sia gli scavi archeologici che la zona esterna alle mura di Pompei». «Non sappiamo proteggere i monumenti che la storia ci ha lasciato. Siamo indegni detentori di questo patrimonio. Il disastro di Pompei è dentro di noi. Perché ce ne freghiamo della bellezza. La soluzione è cederla in appalto a qualche nazione che se ne prenda cura. Non ad un privato. Napoli fu già consegnata agli americani: ecco, ora diamo gli scavi agli svedesi». «Le risorse ci sono, ma non sappiamo investirle. Il punto è che manca la capacità organizzativa, quella garantita solo da una imprenditoria colta. Pompei è la spia di una regione in decomposizione. Bisogna subito ripulire il sito dalla marmaglia: abusivi, false guide, venditori di gadget. Ci vogliono le persone giuste, non i raccomandati».
POMPEI - "Il tesoro si sta sgretolando labbandono va combattuto"
Il sottosegretario di Stato per la cultura, Roberto Cingolani, ha espresso la sua preoccupazione per il futuro dei siti archeologici italiani, come Pompei, a causa dei tagli ai fondi per la cultura. Cingolani sostiene che il ritardo negli interventi di restauro e conservazione sta provocando crolli e abbandono dei siti. Ha annunciato un incontro con il commissario europeo Hahn e il ministro per i Beni e le Attività Culturali (Mibac) per rilanciare gli scavi archeologici e la zona esterna alle mura di Pompei.
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