I Comuni hanno il 20 di case ancora invendute Per la strada ho visto tanti capannoni vuoti «Sindaci fermatevi, se non volete distruggere la Versilia». Sembra un appello, quasi una richiesta di aiuto, quella che il professor Salvatore Settis rivolge ai primi cittadini versiliesi, a margine della presentazione del suo ultimo libro "Paesaggio, Costituzione cemento". Venerdì sera l'ex presidente della Scuola Normale Superiore di Pisa era a Pietrasanta, a Sant'Agostino, per ragionare su urbanistica, tutela del paesaggio e beni culturali assieme all'urbanista Paolo Beldini e al docente universitario (Università di Napoli) Tomaso Montanari. L'incontro è stato organizzato da Il Manifesto e dal circolo culturale "Artiglio" in collaborazione con l'amministrazione comunale di Pietrasanta. Settis ha tracciato un quadro sulla tutela del paesaggio in Italia. Partendo inevitabilmente da un paradosso di fondo che condiziona la Versilia, come il resto del Paese. «Siamo un Paese strano - racconta Settis nel corso della presentazione - l'Italia è il paese in Europa con il minor incremento demografico, eppure è quello con il consumo più alto di suolo pubblico. L'economia è ferma, eppure siamo sempre convinti che il cemento sia l'unico modo per muoverla». Così Berlusconi ha tirato fuori dal cilindro il "piano casa" e, pur in assenza di una legge quadro, le Regioni - anche quelle di centrosinistra - hanno colto la palla al balzo legiferando e studiando i modi più efficaci per ampliare le case di proprietà. «Nessuno sembra voler fermare questa pioggia di cemento - racconta Settis - la Toscana è stata la prima Regione a muoversi sul fronte del piano casa. Ma prendiamo la Versilia. Lo sviluppo edilizio è stato talmente accentuato che, se i sindaci non imporranno uno stop immediato e totale, finiranno per distruggerla». Per l'ex presidente della Scuola Normale, ormai, la crescita edilizia è totalmente sganciata dal fabbisogno reale di abitazioni. «I Comuni versiliesi hanno almeno un 20 di appartamenti invenduti, dove non ci abita nessuno - spiega Settis - ma a chi servono quelle case? Venendo da queste parti ho visto tanti capannoni. E sono convinto che, tra questi, ce ne siano parecchi vuoti». Durante la presentazione del libro Settis ha ribadito più volte quanto il paesaggio e le forme delle città debbano considerarsi beni comuni e non fattori modificabili in base ad interessi economici privati, come peraltro è stabilito con fermezza nell'articolo 9 della Costituzione. «Eppure anche in Versilia - dice il professore - la follia del cemento sta prevalendo. Si è perso quell'equilibrio perfetto tra le Apuane, un'agricoltura di grande qualità e il mare». A proposito di mare Settis non sembra affatto interessato agli sviluppi della contesa tra i balneari e l'Unione Europea sul nodo Bolkestein e sulla messa a gara delle concessioni balneari. «Aste o non aste non cambia un granché - spiega Settis - si diceva che le spiagge sono di tutti fino a dove arriva l'onda più lunga dell'inverno. In parole povere i litorali dovrebbero essere di tutti e la loro mercificazione andrebbe fermata».