Altro che incompatibilità. Antonio Martusciello non solo mantiene il doppio incarico (resta coordinatore regionale di Forza Italia) ma ottiene anche una promozione: dall'altro ieri non è più sottosegretario all'Ambiente ma vice ministro per i Beni culturali. Onorevole Martusciello, la sua nomina a vice ministro, insieme a quella del socialista Stefano Caldoro, è il segno di una maggiore attenzione del governo verso la Campania e il Mezzogiorno? «Sicuramente è una nuovo segnale di attenzione da parte del governo Berlusconi per il Mezzogiorno che, comunque, è stato sempre un tema prioritario nell'agenda dell'esecutivo, al di là delle strumentalizzazioni che ha voluto fare la sinistra. In questi tre anni e mezzo di legislatura sono state previste misure decisive per il Sud a partire dalla razionalizzazione degli incentivi, all'avvio di grandi opere infrastrutturali, alla riforma stessa del mercato del lavoro che ha portato per la prima volta a una diminuzione del tasso di disoccupazione, fino al varo del federalismo che sancisce un'autonomia autopropulsiva del Sud. Una ulteriore conferma di questo impegno sta nell'annuncio del presidente del consiglio dell'apertura a gennaio di un tavolo per il Meridione aperto a sindacati e Confindustria». In Campania, oltre a Forza Italia, anche il Nuovo Psi ottiene un riconoscimento nel governo. Nel recente passato con i socialisti, basti pensare al caso delle suppletive dello scorso ottobre quando il Nuovo Psi scelse di correre da solo, ci sono stati problemi. Tutto risolto? «Rispetto alla nomina di Stefano Caldoro, verso il quale esistono da sempre amicizia e una forte solidarietà politica, ribadisco di averlo considerato dal '94 un valore aggiunto per la Casa delle libertà, avendolo candidato alla presidenza della provincia nel 1999 e avendo poi sostenuto presso il presidente Berlusconi nel 2001 la sua nomina a sottosegretario. La promozione di Caldoro a viceministro è la coerente conseguenza di questo percorso». Lei diventa viceministro per i Beni culturali mentre in Campania continuano nei suoi confronti le critiche di un gruppo di parlamentari verso la gestione del partito. La nomina è una risposta che rafforza la sua leadership? «Innanzitutto non c'è nessun gruppo ma voci isolate, sporadiche e quindi flebili. La nomina è un riconoscimento al Sud e a tutto il partito in Campania, cosa che mi inorgoglisce molto. Devo dire di aver trovato, tra i miei colleghi di partito, grande sostegno ed affetto che mi hanno fatto accettare con maggiore entusiasmo questo incarico ministeriale. Tra le fila di Forza Italia in Campania ci sono deputati e senatori che avevano tutte le carte in regola per aspirare a divenire componenti di questo governo. L'impegno che il presidente Berlusconi ha assunto nei miei confronti è che presto ci sarà a tutti i livelli un'ulteriore valorizzazione degli esponenti campani di Forza Italia. Ciò che contano sono i risultati i quali mettono a tacere corvi e disfattisti». Alle porte ci sono le regionali ma la Casa delle libertà non ha ancora scelto il candidato. È possibile un ricorso alle primarie? «La Casa delle libertà in Campania si sta confrontando con grande serenità per giungere all'indicazione di un candidato che sia innanzitutto il frutto di una scelta condivisa tra tutte le forze della coalzione. Va da sé che ogni decisione in questo senso ha i suoi tempi e deve tener conto dell'evoluzione del quadro politico». Lei passa dall'Ambiente ai Beni culturali. Il settore è importante quanto delicato. Le sovrintendenze, per esempio, lamentano da mesi un taglio delle risorse: Spinosa, a Napoli, ripete che spesso non ha neppure i soldi per pagare le bollette. Non crede invece che nei beni culturali si debba investire di più? «Il ministro Urbani si è già attivato per ottenere altre risorse. È auspicabile, compatibilmente con la situazione economica generale, prevedere maggiori investimenti per il futuro in questo settore, così da non compromettere l'eccezionale programma di ristrutturazione e rilancio messo a punto dal ministro». Nel 2001 fu firmato un accordo di programma per il trasferimento alle Regioni di alcuni siti culturali. Per la Campania i siti interessati sono la certosa di Padula, l'area archeologica di Paestum e quella dei Campi Flegrei. L'accordo sarà attuato? «Sarà attuato ma naturalmente nell'ambito delle indicazioni contenute nel nuovo codice dei beni culturali».
Martusciello: Berlusconi non dimentica la Campania
Il ministro Antonio Martusciello, vice ministro per i Beni culturali, ha ottenuto una promozione dopo aver mantenuto il doppio incarico di coordinatore regionale di Forza Italia e sottosegretario all'Ambiente. La nomina è stata vista come un segnale di attenzione del governo verso la Campania e il Mezzogiorno. Il governo ha previsto misure decisive per il Sud, come la razionalizzazione degli incentivi e la riforma del mercato del lavoro. La nomina di Martusciello è stata accolta con entusiasmo da Forza Italia in Campania, che si sta preparando per le regionali. Il ministro passa dal settore dell'Ambiente ai Beni culturali, un settore importante e delicato.
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