L.T. LUCCA. I resti ben conservati di una nobildonna di epoca longobarda con accanto gli orecchini in argento e un pettine in osso, risalenti al VII secolo dopo Cristo, sono stati ritrovati nel corso degli scavi per la ristrutturazione di parte dell'immobile della casa di cura Barbantini a porta San Gervasio. La scoperta - la prima relativa al ritrovamento di una tomba femminile longobarda - è stata fatta nei giorni scorsi dall'archeologo Alessandro Giannoni, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza diretta dal professor Ciampoltrini, durante la campagna di scavi fatti fuori Porta S. Gervasio, avviata nell'ambito dei lavori alla casa di cura effettuati dall'impresa Sauro Giunta e iniziati alla fine del mese di agosto. All'inizio degli scavi sono stati trovati altri resti della via che usciva dalla porta est della città di epoca romana e che in qualche modo di ricollega alle prime scoperte avvenute nel 2005 lungo la via Cassia. Durante i lavori l'archeologo si è imbattuto in un sepolcreto sorto probabilmente nelle vicinanze di una chiesa tardo antica di epoca longobarda. E in quell'area è riemerso, in ottimo stato di conservazione, lo scheletro di un'aristocratica longobarda con annesso un ricco corredo: dagli orecchini d'argento al pettine dentato in osso. «Resti di civiltà longobarda erano già stati scoperti in centro - dice il giovane archeologo Alessandro Giannoni -. Ma è la prima volta che riaffiora in superficie una tomba femminile risalente al VII secolo. «Un ritrovamento importante anche perchè i reperti sono ottimamente conservati e serviranno ad arricchire il patrimonio della nostra città. «Nell'area del sepolcreto vi sono anche i resti di una chiesa forse quella di San Gervasio. «Stiamo effettuando ulteriori riscontri e al termine degli scavi informeremo la cittadinanza delle interessanti scoperte emerse durante i lavori».