Caro Direttore, sulle pagine di Repubblica Milano è stato pubblicato un intervento del professor Giuseppe Boatti, che esprime giudizi generali sullo stato dellurbanistica italiana e milanese, e in questo quadro presenta il Politecnico di Milano come luogo in cui prevale il pensiero unico e sono marginalizzate le posizioni critiche. Una risposta ci sembra necessaria in merito alla complessa questione delle tendenze prevalenti della cultura urbanistica italiana. La capacità di governo delle trasformazioni del territorio non è indipendente dalla cultura di governo che un paese è in grado di esprimere. Non vi è dubbio che in questi anni sia in crisi la possibilità di unazione urbanistica legittima, rigorosa ed efficace; ma limmagine dellurbanista eroico, capace da solo di contrastare il corso della realtà, rischia di diventare un facile alibi, mentre è più complicato continuare a impegnarsi in un paziente processo riformista. Inoltre, presentare il Politecnico come sede di un pensiero unico, o, peggio, di atteggiamenti collusivi con i poteri costituiti, è in palese contraddizione con lattività quotidiana dei nostri docenti e ricercatori, con limpegno a sostegno della costruzione di politiche pubbliche per la città e il territorio e con lo sforzo di alimentazione della riflessione pubblica. Un dipartimento, una scuola o un ateneo non sono partiti politici o lobby professionali. Pluralismo, trasparenza, cura del confronto pubblico sono requisiti inderogabili per qualunque università vera: la nostra attività di ricerca e di formazione e la stessa reputazione pubblica delle nostre istituzioni valgono dunque come la risposta più semplice e chiara. Può essere utile aggiungere qualche considerazione relativamente allimpegno delle nostre istituzioni sui temi della città, pubblicamente espresso negli ultimi anni. Vari gruppi di colleghi hanno pubblicato testi rilevanti sul tema, tra i quali segnaliamo almeno "Per unaltra città. Riflessioni e proposte sullurbanistica milanese" (2009, un libro a cui ha contribuitolo stesso Giuseppe Boatti); e più recentemente "Milano al futuro", testo sulle prospettive urbanistiche della città che sarà divulgato tra poche settimane. In questi volumi e in altre attività di ricerca e formazione docenti e ricercatori del Politecnico provano, in modo non ideologico, ad affrontare i complessi problemi del governo urbano, sostenendo la necessità di promuovere linnovazione sociale, garantire abitabilità e qualità ambientale, favorire la coesione sociale. Il lettore interessato potrà dunque verificare se davvero le nostre istituzioni sono afflitte da pensiero unico, o se invece sono in grado di contribuire ad alimentare il dibattito sulla città con la critica e con la proposta. ( Preside della Scuola di Architettura e Società - Direttore del Dipartimento di Architettura e Pianificazione)
MILANO - Il nostro no allurbanista eroico
Il professore Giuseppe Boatti ha pubblicato un articolo sulle pagine di Repubblica Milano, in cui esprime giudizi generali sullo stato dell'urbanistica italiana e milanese, affermando che il Politecnico di Milano è un luogo in cui prevale il pensiero unico e le posizioni critiche sono marginalizzate. La preside della Scuola di Architettura e Società e il direttore del Dipartimento di Architettura e Pianificazione hanno risposto a questo articolo, sottolineando che il Politecnico è un ateneo che promuove il pluralismo, la trasparenza e il confronto pubblico.
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