Accordo con il prefetto Pecoraro: un tavolo tecnico con i proprietari delle mura Giammaria i negozi antichi non sono soltanto in centro ma anche in periferia Le botteghe storiche del centro finiscono sotto lala protettiva del prefetto. Contro gli sfratti delle attività commerciali - che stanno lì da settantanni e sono portate avanti dalla stessa famiglia da almeno tre generazioni - ieri è stato firmato un protocollo dintesa. Luogo scelto per la firma, la gelateria Giolitti dove tra caffè e cornetti il sindaco Alemanno, il prefetto Giuseppe Pecoraro, lassessore al Commercio Davide Bordoni e lassessore alla Cultura Dino Gasperini, si sono impegnati a creare una rete protettiva contro lespropriazione di marchi storici a tutto vantaggio di cineserie e negozi di souvenir a basso costo. Tenendo docchio le infiltrazioni della criminalità. Per ora sono solo 23 le attività che potranno esporre la scritta con il logo amaranto del Comune «Negozio storico di eccellenza». Un marchio, che renderà la vita più difficile a chi vorrà sfrattarli. Tra queste attività cè Giolitti, per lappunto. Ma avranno maggior tutela, ad esempio, anche labbigliamento di Cenci e Pedro, le pellicce di Bertoletti e gli orologi di Bedetti. «Questi negozi - ha spiegato il prefetto Giuseppe Pecoraro - vanno tutelati per due motivi: perché limmagine di Roma va salvaguardata e non può essere lesa da chi la mette a rischio e poi perché bisogna evitare le interferenze da parte della criminalità». Così, chi subirà lo sfratto potrà rivolgersi alla Prefettura che farà da intermediario tra lo sfrattato e i proprietari delle mura, cercando di arrivare ad un accordo. Lobiettivo è anche un altro. Quello della promozione delle botteghe. «Perché promuovendo limmagine - ha spiegato il sindaco Alemanno - aiutiamo il consumatore a saper distinguere un prodotto autentico da un prodotto copiato. La sfida è tra il gusto della nostra città e la bassa qualità: dobbiamo resistere allinvasione dei negozi di souvenir di scarsa fattura, che siano cinesi o meno». A breve sarà pronto anche un albo dei negozi deccellenza. Spiega Gasperini: «Consentirà una tutela specifica negli strumenti urbanistici, riconoscendo a queste botteghe la caratteristica di pubblico interesse e utilità». Plaude al protocollo Valter Giammaria, presidente della Confesercenti, che su qualcosa ha però da obiettare. «I negozi storici non sono solo in centro, ma anche in altri quartieri. E vanno salvaguardati anche quelli. Gli sfratti, per i canoni daffitto esorbitanti, sono un cancro per la categoria». E giù con i numeri: «In tre anni, ci sono stati 20.000 titolari di attività che hanno tirato giù la saracinesca tra tournover e chiusure vere e proprie. Nel 50 dei casi il negoziante ha dovuto lasciare il locale perché non ce la faceva a pagare laffitto. E ora che amministrazioni locali e governo facciano qualcosa per calmierare i prezzi».