ROMA - Partita la nuova maxi-vendita di immobili pubblici con l'approvazione, da parte del Consiglio dei ministri («all'unanimità», come ha precisato Berlusconi), del decreto che rende operativo il Fip, il fondo incaricato di attuare il programma di dismissioni. L'operazione è uno dei pilastri della Finanziaria, perché dovrà fornire immediatamente 3 miliardi e 50 milioni di euro, sui 4 miliardi attesi in totale. Il decollo ha trovato tutti d'accordo nel centrodestra, ma gli enti previdenziali coinvolti nelle cessioni daranno battaglia contro quello che viene considerato «un vero e proprio esproprio». I Civ (Comitati di indirizzo e vigilanza) di Inps, Inail e Inpdap, hanno già annunciato un rapido ricorso al Tar, con la costituzione di un collegio di difesa. Il governo, comunque, ribadisce che andrà avanti per la sua strada e replica: «Ci difenderemo». La materia del contendere è formata dal decreto presidenziale varato ieri e da quattro decreti del ministero dell'Economia pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale di martedì scorso. La proprietà di 396 sedi di istituti previdenziali (30 del patrimonio complessivo Fip) e uffici statali (restante 70), viene trasferita dal dicastero di via XX Settembre al Fondo gestito dalla società Investire Immobiliare Sgr, del gruppo Banca Finnmat Euramerica. Inps, Inail e Inpdap hanno girato al Tesoro buona parte dei loro immobili con la firma dei "disciplinari di assegnazione", avvenuta martedì sera a Palazzo Chigi. Siglando i documenti i presidenti degli istituti, Sassi, Mungari e Staderini, in sostanza hanno preso atto della cessione, malgrado la netta contrarietà dei rispettivi Civ e di vari consiglieri d'amministrazione. I Civ obiettano che il conferimento dei palazzi mette a rischio l'equilibrio dei conti, perché gli enti saranno costretti a riprendere in affitto gli uffici ceduti. Particolarmente aspro il dissenso tra il Consiglio dell'Inail e il presidente, che ha firmato il disciplinare senza alcuna delibera del Cda. Per il numero uno del Civ Inail, Guerisoli, si tratta di un comportamento irregolare e Mungari «se ne assumerà tutte le responsabilità: non è escluso che si possa passare alle vie legali». Si preparano ad andare davanti al Tar anche le associazioni consumatori riunite nell'Intesa, mentre contro le vendite sparano a zero i vicesegretari generali di Uil e Ugl, Musi e Polverini. Nel mirino del Civ Inail, tra l'altro, la valutazione media delle cessioni (1.500-2.000 euro al metro quadrato), per palazzi spesso situati nei centri cittadini, che quindi si presume abbiano un valore ben più alto. In futuro gli enti avranno la possibilità di riacquistare le loro sedi, senonché - rimarca Guerisoli - lo dovrebbero fare alle valutazioni di mercato, assai diverse dalle attuali cessioni. Il ministero guidato da Siniscalco ha risposto alle critiche ricordando che alle stime hanno provveduto un'agenzia specializzata, gli advisor dell'operazione e l'Agenzia del Territorio. I ricavi comporteranno una minore spesa permanente dello Stato stimata in oltre l'1 l'anno, poiché si razionalizzano gli spazi occupati dagli uffici pubblici (più elevati di un terzo rispetto alle aziende private) e si tagliano le spese di manutenzione, oggi fra il 3,5 e il 5 del valore degli immobili, a fronte dello 0,5-2 dei privati. Il Fondo pagherà subito allo Stato il corrispettivo del patrimonio ricevuto, tramite un credito coperto al 70 dalla Cassa depositi e prestiti e per il 30 da quattro banche. Successivamente, per finanziarsi, il Fip collocherà le sue quote presso gli investitori istituzionali. Gli uffici verranno dati in locazione, per 9 anni prolungabili fino ad altri 9, al Demanio, che a sua volta li riaffitterà ad enti e amministrazioni, con canoni che non dovrebbero essere "politici".