Ma la vera sconnessa è il piano di recupero urbano di via Margutta. Il primo mai attuato, in questo modo per un centro storico, perché prevede l'impegno oltre che dell'amministrazione comunale di tutte persone interessate ad una nuova vita per una delle strade più famose e amate della città. E se per il momento vi è solo un fondo di 450 mila euro per rifare la pavimentazione della strada, i sottoservizi ed anche in questo caso l'illuminazione (tutte le strade del Tridente interessate dall'intervento la sera sono un po' buie), il progetto più a lungo termine prevede un grande piano di recupero "integrato». In questa strada si è infatti formato un movimento che include sia le botteghe d'arte che i commercianti ed i residenti, con la scommessa di giungere ad un accordo che permetta il recupero degli edifici di grande valore storico che affacciano sulla strada, con un restauro ed una «bonifica igienica» di questi immobili: nonostante siano in uno dei luoghi più fascinosi di Roma sono a volte in condizioni precarie. «L'idea è quella di riattivare questi spazi, dai grandi cortili alle botteghe - spiega Roberto Morassut - per creare un circuito culturale legato agli atelier d'arte che caratterizzano la strada. Per questo siamo in contatto con una "rete' di associazioni che si è già costituita e che è coordinata da Tana De Zulueta, che mira non solo a realizzare un progetto di recupero urbanistico, ma anche di recupero culturale per rilanciare la funzione di via Margutta come strada d'arte». Nei cortili dei grandi palazzi si potrebbero creare spazi per esposizioni, dibattiti culturali, presentazione di libri. E così le botteghe diventare luoghi di aggregazione culturale, o «di mille iniziative che caratterizzano la storia della capitale - aggiunge l'architetto Gennaro Farina - visto che nella via c'è anche la sede dei Fratelli Alinari, con il loro archivio fotografico. E' un "Piano di recupero integrato" che stiamo studiando - aggiunge - e che è decisamente complesso. Per questo pensiamo a un piano di che possa essere attuato anche non in contemporanea o tutto insieme, ma perfino per singoli complessi o edifici». Nello studio che l'ufficio Centro storico sta redigendo si sta valutando perfino la possibilità di riqualificare gli edifici demolendo le «superfetazioni» degli ultimi anni con una riorganizzazione delle cubature interne. In ogni caso, però, non vi saranno aumenti di spazio, ma verranno rispettate le cubature preesistenti.