Il restauro della Madonna con bambino è giunto alla fase finale La tela, attesa in primavera, sarà simbolo della nuova Pinacoteca Ancora un inverno lontano da casa e poi la prossima primavera la Madonna con bambino del Mantegna - una delle opere più preziose dell'Accademia Carrara -, in restauro all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze dal 2008, tornerà a Bergamo. Il lungo e delicato intervento di sistemazione del dipinto si avvia alla fase conclusiva e più innovativa. «La tecnica di restauro adottata per l'opera, nota come "metodo Haiber" - spiega il restauratore Roberto Bellucci - è già stata sperimentata in Germania ma raramente in maniera così estensiva come è accaduto per il dipinto del Mantegna». Si è trattato di incollare e suturare un buon numero dei sottilissimi fili di lino che compongono la tela, quasi un'operazione chirurgica, vista la compattezza della trama (23 fili per 23 in un solo centimetro quadrato di tessuto). Al dipinto - nota Bellucci - a causa di strappi e rotture non aveva più un tensionamento omogeneo, con relative cadute di colore. Abbiamo voluto ripristinare la continuità del supporto, e questo ha comportato oltre 120 interventi di incollaggio e innesti di tela di lino invecchiata». Una volta stabilizzato, il quadro sarà inserito in una teca - questa la vera novità dell'operazione - e agganciato a un sistema a molle che garantisca il corretto tensionamento della tela. Proprio per la delicatezza e la singolarità dell'intervento la Madonna con bambino è rimasta a Firenze più del previsto. «Prima di intervenire sul quadro abbiamo dovuto affrontare una lunga fase di studio e di progettazione, ma contiamo di restituire la tela per la primavera del 2012» dice ancora Bellucci. Quello del Mantegna è un dipinto su tela per certi versi assimilabile ad un acquerello e per altri a una pittura su muro. Di qui le difficoltà del restauro. «Abbiamo dovuto rimediare ai danni fatti nel corso di precedenti interventi e usare materiali che non lasciassero tracce anche nella fase di pulitura della tela, in passato malamente restaurata. L'opera resta molto fragile, non ne abbiamo modificato lo statuto». Per 50 anni la Madonna con bambino è stata gelosamente custodita in Carrara, troppo delicata per essere prestata ad altri musei. Ora si potrà interrompere l'embargo? "Si tratta di una decisione che va valutata di volta in volta, a seconda dei casi, ma con molta attenzione, esaminando condizioni di trasporto, climatiche e di illuminazione dell'opera. Questo per via delle fragilità peculiari della tela» avvertono da Firenze. Una notizia che probabilmente Claudia Sartirani, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, avrebbe preferito non sentire. L'idea di Palazzo Frizzoni è di poter finalmente prestare l'opera ai musei più importanti del mondo, a cominciare dal Louvre che in tempi recenti si era detto interessato a un prestito. Ma sul tour nei principali musei del mondo peserà il consiglio alla prudenza dei restauratori. «Nostro obiettivo - dice l'assessore - è riportare il Mantegna a casa per la riapertura della Carrara nel 2013. Sulla tela è stato fatto un lavoro importante, è servito del tempo e non metteremo certo fretta adesso ai restauratori. Bergamo oggi ha voglia delle sue opere. La chiusura della Carrara ha consentito la valorizzazione del suo patrimonio attraverso mostre di ottimo livello in giro per il mondo; va poi detto che in alcuni casi le opere prestate sono state restaurate a spese delle istituzioni che le hanno ospitate o degli sponsor delle mostre». A proposito di costi, l'assessore alla Cultura fa sapere che il restauro del Mantegna è stato finanziato dall'Opificio delle Pietre Dure; al Comune di Bergamo resterà da pagare la teca speciale. Prossima alla riapertura, la Carrara va verso un integrale riallestimento degli spazi. «Ci sono state delle battute di arresto ma ora il cantiere procede e i tempi di consegna sono per l'autunno-inverno del 2012, poi inizierà il riallestimento che sarà pensato da un comitato scientifico. Il Comune e il Cda della Carrara - annuncia Claudia Sartirani - hanno intenzione di mostrare il cantiere alla città e di far conoscere il patrimonio del museo. Stiamo anche pensando a un grande omaggio alla Pinacoteca per la sua riapertura con un comitato scientifico composto dai direttori dei maggiori musei che hanno beneficiato dei nostri prestiti (Louvre, Metropolitan, National Gallery di Londra, ndr.) e che nel 2013 potrebbero prestarci alcune delle loro opere».