I timori dell'Associazione internazionale per materiali e forma. Un nuovo sos per San Marco. Il sindaco: ci servono 108 milioni all'anno VENEZIA - «Un nuovo ponte dell'Accademia? Sì, ma andiamoci piano». L'altolà all'ipotesi di un progetto che prevede un'anima in vetro e acciaio, è arrivato ieri dai Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia. Le scelte sul ponte sono diventate una delle raccomandazioni che l'assemblea annuale dei Comitati che si occupano della tutela del patrimonio artistico della città dai tempi dell'alluvione del '66 raccogliendo milioni di euro ha fatto all'amministrazione. A preoccupare l'Associazione internazionale sono sia la scelta dei materiali che la metodologia di approvazione del progetto (finora senza consultazione pubblica). «Si raccomanda che il progetto del nuovo ponte tenga contro del fatto che l'esistente, pur se costruito per essere temporaneo, è ormai patrimonio storico e cittadino - ha detto Umberto Marcello Del Majno, presidente dell'Associazione - le caratteristiche dovrebbero essere pertanto della stessa qualità e discrezione, pur tenendo conto delle esigenze di massima agibilità per tutti. Si raccomanda anche che in una così importante decisione, sia coinvolta la cittadinanza ad esprimere il proprio parere dopo aver potuto esaminare i progetti e i relativi modelli in scala esposti in un luogo pubblico facilmente accessibile». Come a dire insomma: niente di fantascientifico. Ma soprattutto niente di deciso senza consultare la città. «Non volete i nuovi materiali? Se mettessimo un simil legno sarebbe ancora peggio - ironizza poco dopo il sindaco Giorgio Orsoni, ma il messaggio è chiaro - Io sono abbastanza modernista, certo l'architettura sarà tale da rispettare il paesaggio circostante, ma non ha senso rimanere legati ai vecchi materiali». La tutela dell'immagine della città è un leit motiv dei Comitati, che anche su piazza San Marco hanno avuto molto da ridire in questi anni. Ieri non hanno arretrato. nonostante palazzo Ducale scartato e restaurato. «Possiamo trovare quanti sponsor volete per restaurare gli angoli più belli della città - ha detto Francesca Bortolotto Possati, vicepresidente dei comitati - ma finché Piazza San Marco è in quelle condizioni beh, il ritorno di immagine non è certamente dei migliori». Nel mirino di nuovo le maxiaffissioni (il sindaco, però, ha sottolineato che non dipendono tutte dal Comune di Venezia), interventi di restauro ancora da iniziare (per mancanza di finanziamenti) e un pensiero poco attento all'internazionalità dell'immagine. «Trovare sponsor è complicatissimo - dice Orsoni - una città come questa avrebbe bisogno di 108 milioni di euro ogni anno, soltanto per il restauro del patrimonio monumentale e vista la situazione della finanza pubblica le cose peggiorano. Un esempio: pensavo di essere arrivato a conclusione di un accordo per il finanziamento di alcuni restauri di Piazza San Marco (in totale la spesa arriva a 20 milioni di euro) ma poi l'imprenditore ha puntato su Rialto. Ora per la piazza ricominceremo da capo, sponsor disposti a spese di questo tipo non ce ne sono molti». Il riferimento è a Renzo Rosso, patron di Diesel. «Ci siamo incontrati giovedì - spiega Alessandro Maggioni, assessore ai lavori pubblici - gli accordi procedono. La spesa si aggira tra i 6 e gli 8 milioni di euro. Dovremo fornire ulteriori dettagli sui restauri ma Renzo Rosso continua a dimostrare massima disponibilità e interesse». Tutto ancora in ballo, insomma. Però una novità c'è: un terzo delle Procuratie vecchie potrebbero essere adibite a sedi internazionali: Unesco, comitati e organizzazioni internazionali. «Siamo in trattativa con Generali - dice Orsoni - ma siamo a buon punto. Per organismi di questo tipo sarebbe la collocazione naturale».
Venezia. I Comitati richiamano il Comune: Accademia, andiamoci piano
L'Associazione internazionale per materiali e forma ha espresso preoccupazioni sul progetto del nuovo ponte dell'Accademia a Venezia, che prevede l'utilizzo di materiali nuovi e non tradizionali. L'associazione ha raccomandato di utilizzare materiali tradizionali e di consultare la cittadinanza prima di prendere una decisione. Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha risposto che non è possibile rimanere legati ai vecchi materiali e che la tutela dell'immagine della città è un leit motiv. Ha anche menzionato la necessità di finanziamenti per il restauro del patrimonio monumentale, che richiederebbe 108 milioni di euro all'anno.
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