FRANCAVILLA. Il sindaco Roberto Angelucci denuncia il presunto furto della testa di Traiano. Sembra scomparsa nel nulla la scultura marmorea con il volto dell'imperatore romano risalente al Il secolo dopo Cristo. Nonostante la ricompensa di 5 mila euro promessa dal Comune, nessuno è riuscito a fornire informazioni utili a ritrovare il prezioso reperto archeologico di proprietà della soprintendenza archeologica, ma affidata in custodia al Comune di Francavilla. In una dettaglia denuncia inviata alla Procura e alla Soprintendenza archeologica di Chieti, Angelucci ha ripercorso la storia della testa di Traiano dal suo ritrovamento, avvenuto nell'immediato dopoguerra nella zona Santa Cecilia-Piattelli, agli anni 1995- '96, quando venne vista per l'ultima volta da più testimoni nel magazzino interrato della chiesa di Santa Maria Maggiore. La scultura, per la verità, era finita nel dimenticatoio da molti anni. In pochi la ricordavano. Lo stesso sindaco Angelucci ne è venuto a conoscenza di recente, in occasione di un incontro organizzato il 1 dicembre scorso, in cui il coordinatore dei Beni archeologici della Soprintendenza, Andrea Staffa, nell'illustrare i reperti rinvenuti sul territorio di Francavilla, si è soffermato sulla testa di Traiano. «Da quel momento, mi sono subito attivato insieme all'amministrazione comunale e al segretario generale per ritrovare il reperto», precisa Angelucci Nel corso della ricerca è venuto fuori che la scultura, presumibilmente affidata al Comune nel 1952, all'epoca fu collocata nel vecchio municipio su un piedistallo vicino alla finestra della sala adibita a ricevimento del pubblico dell'allora sindaco Gianni Angelucci, padre dell'attuale primo cittadino. Prelevata nel 1969 dall'appassionato di storia locale, Giuseppe Iacone, che l'espose in una mostra allestita nella chiesa di Santa Maria Maggiore, probabilmente il reperto non rientrò più in municipio. «L'opera riapparve, fotografata, in una pubblicazione degli anni '95-'96», continua Angelucci. «Sembra, infatti, che il fotografo se la fece consegnare per fotografarla nel suo studio. In seguito, fu riconsegnata al sacrestano, dal momento che esistono diversi testimoni pronti a confermare di averla più volte vista in un magazzino della chiesa». Nelle ultime settimane, la scultura è stata cercata inutilmente nel locale, zeppo di oggetti di varia natura, fra cui la teca in cui la testa era stata esposta nella mostra del '69; una parte di architrave con fregi e scritte, il montante di un portale, una lastra tombale di epoca romana e resti di una colonna medievale della chiesa di San Francesco.