L'appello della «Nuova» a Galan ha superato le tremila firme. Molti direttori di musei stranieri sostengono Baratta Superata anche quota tremila. Il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan continua a fare muro sulla designazione di Giulio Malgara a presidente della Biennale , ma la raccolta di firme lanciata dalla Nuova Venezia sotto l'appello che chiede al ministro di ripensarci, salvando la Biennale di Paolo Baratta, non si ferma, confermando il suo straordinario successo. E ha ormai ampiamente superato i confini nazionali, coinvolgendo personalità del mondo della cultura e dell'arte di tutto il mondo che chiedono a Galan di fermarsi a riflettere, per non smantellare, con il suo presidente, una Biennale che funziona. Lo chiede Christof Becker, direttore della Kunsthaus di Zurigo. E con lui Daniel Birnbaum, direttore della Biennale Arti Visive prima di Bice Curiger e ora alla guida del Moderna Museet di Stoccolma. E, da oltreoceano, si unisce a a loro Sabine Breitwieser, chief curator del Museum of Modern Art (il Moma) di New York. O, per restare in Italia, Franco Bonilauri direttore del Museo Ebraico di Bologna. Ma mentre Malgara si è nel frattempo zittito, martedì e mercoledì la Commissione Cultura della Camera dibatterà e quindi voterà sulla sua designazione, in un clima di grande incertezza. La presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea, del Pdl, ha rifiutato di ascoltare in audizione, come lui aveva chiesto, il sindaco di Venezia e vicepresidente della Biennale Giorgio Orsoni per «blindare» il dibattito e la candidatura del manager pubblicitario amico di Galan e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, evitando che i commissari possano prendere coscienza della contrarietà di Orsoni ma anche della perplessità sulla scelta di Malgara dello stesso presidente della Regione Luca Zaia. E il pressing è infatti tutto sui commissari della Lega - il vero ago della bilancio dell'esito del voto su Malgara - perché non facciano mancare il loro sostegno al candidato di Galan, visto che il voto si gioca sul filo. In tutto questa Venezia risulta tagliata fuori. «Si vuole "commissariare" del tutto questa città - commenta il parlamentare veneziano del Gruppo Misto Giuseppe Giulietti - anche sulla Biennale, dopo quanto è già avvenuto al Lido con la vergognosa vicenda del nuovo Palazzo del Cinema e del conseguente spreco di denaro pubblico sulla quale Galan continua a tacere». Un gruppo di associazioni veneziane - tra cui l'Avis del Lido e Giustizia e Libertà - ha lanciato un nuovo appello a Galan perché ci ripensi e indetto un'assemblea pubblica per il 28 in Sala San Leonardo.