Un muro di circa 15 metri crollato dentro un condominio a Villa Torlonia. Una lunga frattura su un tratto delle Mura Aureliane a piazza della Croce Rossa, un albero venuto giù alle Terme di Diocleziano. I Fori e il Colosseo allagati. Un muro di circa 15 metri crollato dentro un condominio privato a Villa Torlonia. Una lunga frattura su un tratto delle antiche Mura Aureliane a piazza della Croce Rossa, un albero venuto giù alle Terme di Diocleziano. I Fori Imperiali chiusi, il Colosseo allagato. È il bilancio dei danni che il nubifragio ha causato alla parte più preziosa e fragile della città. Poteva essere più pesante vista la violenza e la quantità di pioggia caduta in un lasso così breve di tempo. Capitelli, colonne, archi, statue hanno tenuto. Il Foro Romano è andato in apnea ma è rimasto a galla. Immagini che resteranno. Il Circo Massimo, dove correvano le bighe, ridotto in piscina, tanto che qualcuno si è tolto lo sfizio di andarci in canoa e altri hanno iniziato a far rimbalzare sassolini. Sotto ci scorre una marana, non sono previsti canali di scolo. La Via Sacra finita nel fango per la rottura di un collettore fognario. Impantanato il Foro della Pace. Il danno più pesante è quello alle Mura Aureliane, da sempre un tallone d'Achille. Broccoli, sovrintendente comunale ai Beni Culturali, è andato sul posto non appena è scattato l'allarme per rendersi conto di persona. Ora spiega: «Purtroppo stiamo parlando di Mura che risalgono al 240245 d.C. realizzate in tutta fretta per contrastare le invasioni barbariche. Sono lunghe 18 chilometri, ristrutturarle vorrebbe dire spendere qualcosa come 70 milioni di euro. Che non abbiamo. Ma dove abbiamo potuto e dove era più necessario siamo intervenuti». Non si sono ripetute le scene dell'alluvione che colpì la capitale nel dicembre del 2008. Qualcuno forse ricorderà il sindaco Alemanno notte tempo a Ponte Milvio sotto la poggia come una vedetta tra i sacchetti di sabbia per controllare il livello del Tevere. «Fummo costretti- ricorda Broccoli- a proteggere uno per uno tutti gli Angeli del Borromini a Castel Sant'Angelo». Ma il rischio anche questa volta è stato grande. A piazza della Croce Rossa è saltato il paramento esterno del Muro nel parte in cui confina con via Montebello. È stato transennato, l'intervento di restauro inizierà subito. A Villa Torlonia è crollato un muro moderno di contenimento. Non ha retto al volume di pioggia e alla spinta del fango. Fu proprio in seguito all'alluvione del 2008 che l'anno successivo scattò il commissariamento dell'Area archeologica di Roma e Ostia Antica. Il commissario Cecchi si è messo al lavoro e grazie a un finanziamento di 31,5 milioni sono stati aperti 70 cantieri. Oggi alcuni sono chiusi, altri incorso. Cosa sarebbe accaduto senza questi interventi? Meglio non pensarci.