Dilaga in Sicilia Io smercio di quadri, oggetti d'antiquariato reperti archeologici falsi. Un fenomeno dal fatturato milionario sul quale hanno indagato i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo, che ieri hanno presentato il bilancio del 2004 nell'isola. Gli investigatori fanno notare come ben 1'80 per cento dei «pezzi antichi» che lasciano la Sicilia attraverso le rotte clandestine sono dei falsi ed a volte la percentuale sale anche al 90 per cento. Una ci fra compatibile con un primato tutto speciale dell'Italia, paese al primo posto in classifica tra i migliori e più prolifici produttori di falsi archeologici de bacino del Mediterraneo, davanti Egitto e Siria. Nell'anno che sta pei chiudersi il numero maggiore di oggetti recuperati è dato dai falsi: ben 5.911 dei quali 127 di opere pittoriche, stampe, litografie di arte contemporanea, 5.784 di reperti archeologici. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, che ha sede a Palermo, hanno concluso la loro attività operativa con un notevole incremento dei ritrovamenti di oggetti d'arte siciliani rubati. Il reparto speciale, che opera dal 1992 su tutto il territorio della regione, ha chiuso l'anno con 7.865 recuperi a fronte dei 507 del 2003. Sono state denunciate a piede libero (per lo più per il reato di ricettazione) 36 persone, eseguiti 167 controlli ad esercizi antiquarii, prese 14 sanzioni amministrative ai commercianti e condotte 74 ispezioni a musei e aree archeologiche dell'isola. Le indagini sono state per lo più rivolte alla repressione e alla prevenzione dei reati a danno del ricchissimo patrimonio archeologico siciliano, anche in occasione dell'anno dell'archeologia proclamato dall'assessorato regionale ai Beni Culturali. Dei 7.865 oggetti rinvenuti, infatti ben 1908 sono reperti provenienti per lo più da scavi clandestini. Di questi, 110 sono di provenienza subacquea, in particolare dalle isole Egadi, teatro di una famosa battaglia navale tra romani e cartaginesi: tra questi un elmo tornano ed il rostro in bronzo di una nave. Il danno più allarmante e tangibile derivante dagli scavi clandestini afferma il capitano Giuseppe Marseglia. comandante dello speciale Nucleo dell'Arma è quello che riguarda la distruzione totale della stratigrafia dei siti archeologici-. Gli oggetti di antiquariato recuperati sono 46, provenienti da furti ai danni di chiese e privati.