Santa Caterina a Formiello, una società sventrava anche questa per fittare miniappartamenti a cittadini bulgari In otto in un buco. In ogni appartamento, esteso su una superficie di quindici metri quadrati, vivevano otto affittuari NAPOLI Altro che abuso edilizio. Quello che si sono trovati davanti gli agenti della polizia municipale quando hanno fatto irruzione nell'antico complesso monumentale di Santa Caterina a Formiello va molto oltre una banale irregolarità urbanistica. Ieri mattina personale appartenente al nucleo beni culturali dei vigili ha posto sotto sequestro, al civico 46 di piazza Enrico De Nicola, l'ormai famoso ex Lanificio, un gigantesco complesso monumentale cinquecentesco già sede di associazioni culturali e studi professionali ma soprattutto finito al centro di una speculazione immobiliare vera e propria. Nella zona di Porta Capuana, a pochi passi dal vecchio Tribunale, una società aveva trovato il modo di far fruttare il bene senza neanche badare al suo valore artistico. La struttura, particolarmente articolata, comprende al suo interno anche una chiesa che ha l'affaccio in piazza. Ed anche qui sono stati realizzati sette mini appartamenti, senza nessun tipo di autorizzazione ed in completo spregio dei vincoli monumentali. Unità abitative che non sono neanche state destinate a turisti decisi a godersi la Napoli antica. Ma a stranieri disperati, alla ricerca di un tetto e disposti a dormire in otto in quindici metri quadrati. Il complesso si sviluppa su una superficie totale di seicento metri quadrati ed è accatastato nella categoria C3, e cioé come laboratorio. La società immobiliare Manzoni, che ha in locazione dal 2009 l'intera struttura, ha realizzato su trecento metri quadrati i sette minuscoli appartamenti, soppalcati e dati in locazione. Un fitto che per il momento non risulta regolarmente registrato sottoscritto da cittadini comunitari in prevalenza provenienti dalla Bulgaria. I vigili hanno scoperto che pagavano Sette locazioni a nero Sette le unità realizzate velocemente e già locate, altrettante erano in fase di allestimento cinquecento euro per dormire in uno spazio non più grande di un «loculo». E la società Manzoni aveva intenzione di andare avanti. Sugli altri trecento metri quadrati erano infatti in via d'ultimazione altri locali destinati a finire locati ad altri bulgari o comunque ad affittuari alla ricerca di un tetto senza troppe pretese proprio come gli altri. Le costruzioni hanno riscontrato i vigili sono state realizzate senza nessun titolo autorizzativo e violando i vincoli monumentali. Vincoli assoluti quelli previsti per il centro storico e, in particolare, per l'insula medievale di Santa Caterina a Formiello che fu prima monastero domenicano poi, con la soppressione degli ordini monastici, Lanificio militare. Finito in ultimo a disposizione di speculatori senza troppi scrupoli, pronti a tutto pur di fare cassa. Con due eccezioni invece virtuose: prima l'arrivo del centro culturale Lana (ora scomparso) poi quello del Lanificio 25, che organizza eventi culturali cercando di risollevare il quartiere. Ma al di là di questo, il complesso monumentale con Santa Caterina a Formiello è finito al centro di una vera e propria speculazione edilizia portata avanti fra volte e navate, grazie al sostegno tecnico di muratori svelti di mano e abili nel piazzare divisioni in cartongesso e ad alzare muri a tempo di record. Il complesso è stato sottoposto a sequestro ma, al momento, non ancora sgomberato. Sono intanto in corso accertamenti sui cittadini bulgari trovati nella struttura per verificare se siano in possesso di permessi, se svolgano un lavoro regolare e se i contratti di fitto che hanno stipulato con la Manzoni siano stati registrati.