La Provincia prevede la riduzione del budget per 1,5 milioni. Belli: «Ci ripensi» "Così dovremmo rivedere tutti i nostri programmi Togliere risorse significa impoverire la città". ROVERETO. Se, come ribadisce più volte, «non scriva che sono allarmata perché cosa non è» almeno un po' preoccupata lo deve essere Gabriella Belli. E chi non lo sarebbe al posto suo visto che sul Mart, il suo "gioiello", sta per abbattersi la scure della Provincia? Un taglio di non poco conto: un milione e mezzo di euro più o meno secondo le prime ipotesi. Un taglio che sfiora i150 per cento dei fondi destinati alle mostre, ai grandi eventi e alla ricerca. E ciò rischia di mettere a repentaglio la programmazione, forse addirittura cancellare mostre già programmate. Su un bilancio di 9 milioni, quello del Mart che comprende non solo il museo di corso Bettini ma anche Casa Depero, 6 sono destinati alla gestione delle strutture (dai costi fissi ai dipendenti, dagli affitti alle assicurazioni), mentre tre normalmente servono per mostre e iniziative. Normalmente, appunto. Perché per il 2012 la previsione è che quei 3 milioni diventino 1,5 o 1,6. Nulla è deciso, ma l'eco che arriva dal palazzo della Provincia non lascia sperare in nulla di buono: le forbici sono pronte a fare la loro parte. Non è certo un bel segnale, quello che arriva da Trento... Eh no - risponde la direttrice Gabriella Belli - La crisi c'è, ne siamo tutti consapevoli e noi per primi, e i tagli saranno fatti su tutte le istituzioni, la nostra compresa. Stiamo vivendo un momento delicato che impone sacrifici per tutti. Sacrifici che significa sostanzialmente tagli. Ma dove tagliare? Sui costi fissi piuttosto che sugli eventi? Non posso di certo tagliare gli stipendi o l'aria condizionata anche se noi la nostra parte la stiamo facendo: ad esempio gli straordinari non verranno pagati ma diventeranno recuperi, stop all'apertura serale del venerdì.. Insomma facciamo economie di scala su tutto. Detto questo c'è l'altro aspetto, quello della programmazione delle mostre, dei grandi eventi, dell'attività didattica che, se i tagli saranno confermati, dovremmo in qualche modo rivedere. E ciò significa cancellare alcuni appuntamenti già programmati al Mart? Forse qualche mostra sarà spostata sul 2013, magari ci toccherà disdire qualche progetto e non vorrei che si mettessero a repentaglio rapporti internazionali che abbiamo saputo costruire, anche a fatica, in questi anni e che ci hanno consentito di ospitare grandi mostre. C'è davvero il rischio di ritrovarsi con un Mart dimezzato? Mi auguro di no, anche perché abbiamo chiesto che almeno la metà dei tagli previsti venga reintegrata. Sono fiduciosa che se ciò non avvenisse subito si riuscirà a fare durante l'anno prossimo perché non possiamo scendere sotto una soglia vitale. Una soglia che consenta al Mart di continuare ad essere quel luogo di eccellenza che tutti ci riconoscono. Insomma la politica deve fare la sua parte per sostenere il Mart. Non voglio dare colpe all'assessore Panizza, con il quale ci sono accordo e sintonia, ma il problema sono le risorse che vengono destinate al suo assessorato. Certo è che il Mart è anche un'azienda che non solo accoglie oltre 200.000 visitatori l'anno ma crea un indotto forte. Togliere risorse e dover quindi ridimensionare la programmazione avrà ripercussioni su tutto il territorio. E' ancora convinta di non essere allarmata? Penso ci sarà un tavolo di scambio per concordare le cose da fare e spero che la Provincia ci ripensi. Certo che con il presidente Bernabé resteremo in prima linea a combattere...
Rovereto. Mart, dimezzati i fondi per le mostre
La Provincia di Trento ha previsto un taglio di 1,5 milioni di euro per il 2012, che colpisce il Mart, il museo di Rovereto. Il taglio sfiora il 150% dei fondi destinati alle mostre e agli eventi, e potrebbe mettere a repentaglio la programmazione. La direttrice del Mart, Gabriella Belli, è preoccupata e chiede di rivedere la programmazione e di reintegrare almeno la metà dei tagli previsti. Il Mart è un'azienda che accoglie oltre 200.000 visitatori all'anno e crea un indotto forte, e la riduzione delle risorse potrebbe avere ripercussioni su tutto il territorio.
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