Le cifre confermano l'allarme del sindaco. Modigliani ha avuto un saldo negativo di 257mila euro Sbagliando s'impara, si suol dire. Una filosofia fatta propria dalla giunta di Edoardo Guenzani che ha già pronto un contributo una tantum per dare ossigeno ai conti del Maga attingendo dall'avanzo di amministrazione. Il tutto, alla luce dell'esperienza della Fondazione sviscerata in questi giorni. E dei numeri del museo di via De Magri, tornati sotto la lente di ingrandimento dopo la commissione Cultura di mercoledì. NUMERI - Un dato su tutti? La tre giorni inaugurale (dal 19 al 21 marzo 2010) costata qualcosa come 290mila euro, spalmati in quattro annualità da 73mila euro l'una. Con il rischio, ha notato a mezza voce qualche maligno calcando provocatoriamente la mano, «che si debba chiudere tutto prima di finire di pagare la festa di apertura». Stilettate a parte, tra le pagine della relazione consegnata l'altro giorno abbondano comunque i segni meno; la conferma di quel che aveva dichiarato qualche tempo fa in consiglio comunale il sindaco parlando di mostre concluse tutte all'insegna del rosso. Per quel che riguarda Modigliani, le uscite ammontano a 922mila euro, mentre le entrate si fermano a 665mila, con una differenza in negativo di 257mila. Meno 88mila è invece il risultato degli eventi estivi del 2010, mentre Carsten Nicolai ha chiuso con un - 10mila 300 euro e Consolandi con un - 45mila 600 euro (non inclusa nella relazione l'esposizione su Giacometti, comunque in perdita). START UP - Somme che certo potrebbero contribuire a quella che il presidente del Maga Angelo Crespi, in commissione, ha definito «lettura semplicistica del molo e del lavoro del museo», accompagnando la considerazione ad altre cifre di segno opposto, come i 32mila ingressi (gennaio-ottobre 2011), i 6mila 758 utenti della newsletter, i 4mila 100 amici della galleria su Facebook o i 16mila 490 ospiti dei laboratori didattici. «Non esistono mostre che chiudano con utili - ribadisce Crespi rispetto ai bilanci - del resto, si è deciso per uno start up importante, in accordo con i soci, Comune in primis. Non si dimentichi comunque che in un anno e mezzo di vita, il Maga ha portato l'immagine di Gallarate oltre i confini nazionali». E per il futuro? Fermi restando «il pareggio previsto per il 2011 e il leggero utile che contiamo di raggiungere nel 2012», in via De Magri si lavora per la ricerca di sponsor e per l'aggancio di bandi. Come quello della Cariplo per la pianificazione di un sistema culturale che valorizzi le risorse del territorio (utile, eccome) o come quello Interreg per l'allestimento di una mostra sul rapporto arte e industria: le due facce di Gallarate PATTI - Ma alla base di tutto questo, c'è il monito dell'assessore alla Cultura Sebastiano Nicosia. Che al motto di "patti chiari, amicizia lunga" chiarisce: «Una volta assestati i conti, il museo dovrà farsi bastare il contributo comunale (finora sui 950mila euro l'anno, ndr). Serve una nuova strategia, più condivisa all'interno dei confini urbani ma in grado di incidere anche fuori».
Gallarate. Il Maga dà i numeri. E sono in rosso
Il Maga di Gallarate ha avuto un saldo negativo di 257mila euro nel 2010. Le uscite ammontano a 922mila euro, mentre le entrate si fermano a 665mila. Il sindaco Modigliani ha spiegato che il problema è che il museo ha avuto una "festazione" con le mostre, che hanno costato 290mila euro. Il presidente del Maga, Angelo Crespi, ha ribadito che non esistono mostre che chiudano con utili, ma ha anche detto che il museo ha avuto successo all'estero. La giunta di Edoardo Guenzani ha deciso di dare un contributo una tantum per aiutare i conti del Maga.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo