«Accordo entro dieci giorni o ce ne andiamo». Il sindaco Orsoni: «Arroganti, non hanno mai risposto alla città» Un accordo entro fine mese. Altrimenti ce ne andiamo. Un vero ultimatum quello lanciato ieri da Fondazione Property, finanziaria del gruppo Benetton, al Comune e alla città sul Fondaco dei Tedeschi. «Ravvisata la difficoltà di procedere con ragionevole celerità e visti gli elevati costi», Edizione Property dà tempo a tutte le parti interessate, a cominciare dal Comune, fino a fine del mese per raggiungere un accordo. «In caso contrario», fa sapere senza mezzi termini una nota diffusa dall'azienda, «sarà obbligata, suo malgrado, ad abbandonare il progetto del Fondaco dei Tedeschi». Un atto di imperio, o forse la parola fine a una situazione di intransigenza a cui Benetton non è abituato. Il sindaco Giorgio Orsoni ripete da mesi che «Il Fontego va mantenuto a uso pubblico». Ieri, appreso dell'ultimatum, ha reagito molto duramente. «Sono davvero esterrefatto», commenta, «dell'arroganza con cui questo gruppo si presenta alla città. Da mesi stiamo attendendo una loro risposta che non è mai arrivata». Le questioni «irrinunciabili», ricorda il sindaco, sono prima di tutto la tutela dell'interesse pubblico. Il Fontego, palazzo cinquecentesco un tempo affrescato da Giorgione e Tiziano, è stato per decenni sede delle Poste centrali. «Edizione Property forse dimentica», continua il sindaco, «che ha acquistato quell'immobile a un prezzo che teneva conto di una destinazione d'uso di carattere pubblico. Nonostante l'amministrazione si sia detta disponibile a trasformarla in destinazione imprenditoriale ,da parte loro non si è mai riconosciuto alla città l'incremento di valore che la necessaria Variante urbanistica avrebbe portato». Su queste basi la trattativa sembra molto difficile. E l'incontro previsto tra Benetton e gli uffici la prossima settimana potrebbe portare a un nulla di fatto. L'uscita di Benetton potrebbe anche rappresentare un tentativo di forzare la controparte. Per convincere il Comune a ridurre le pretese. Il grande palazzo del Fontego è stato acquistato due anni fa da Benetton per 53 milioni di euro. Progetto di restauro affidato all'archistar Rem Koolhaas, che prevedeva scale mobili e la demolizione del tetto per ricavarne una terrazza Secondo Benetton il progetto del centro commerciale avrebbe già ottenuto un «parere preventivo favorevole dalla Soprintendenza e il vivo interessamento del ministero della Cultura, che ne ravvede un progetto cultura-commercio unico nel suo genere». Edizione Property afferma di aver dato la disponibilità per un uso pubblico di alcune parti dell'edificio, come la corte centrale e di aver varato un progetto diverso dagli hotel che darebbe lavoro a 400 persone. Argomenti che il sindaco respinge. In questo sostenuto da associazioni e comitati. Come i 40X Venezia e molti consiglieri comunali. Che ricordano l'obbligo di mantenere per il palazzo uno «standard pubblico». Braccio di ferro che potrebbe avere esiti clamorosi. Anche in caso di abbandono, i proprietari sono obbligati alla manutenzione dell'immobile acquistato per ragioni di pubblica incolumità.