Da 3 settimane manca il responsabile delle collezioni civiche. Più vicina anche la nomina del nuovo dirigente della cultura Che la Giunta Renzi - sindaco e assessore Da Empoli in testa - non abbia una gran dimestichezza con la cultura è cosa risaputa. E da venti giorni ce n'è una conferma tangibile. Sono trascorse infatti tre settimane da quando Elena Pianea è passata a dirigere i musei e gli ecomusei della Regione Toscana. Com'era stato ampiamente anticipato proprio da queste colonne. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Il problema è che per ora né Renzi né l'assessore alla Cultura del Comune, Da Empoli, hanno pensato di rimpiazzare la Pianea che, fino allo scorso 30 settembre, svolgeva il ruolo di direttrice dei musei comunali di Firenze. I quali si trovano letteralmente allo sbando. E' penoso scriverlo, ma ci sono abituati. La situazione del musei civici non è rosea. Stiamo parlando di 9 unità museali: Museo Stefano Bardini, Museo di Santa Maria Novella, Museo di Palazzo vecchio, Fondazione Salvatore Romano, Cappella Brancacci, Galleria Rinaldo Carnielo, Museo Firenze com'era e le Collezioni del Novecento. Questi ultimi tre sono chiusi. Invisibili. Stiamo parlando del 30 dell'intera offerta museale che manca all'appello. Non servirebbe un direttore per dirimere questioni che riguardano questa parte così delicata del nostro patrimonio? Oppure pensiamo che possano essere sempre e solamente i politici a risolvere le questioni? Senza contare che i pochi musei del Comune funzionanti, sono aperti per pochi giorni nell'arco della settimana: a parte Palazzo vecchio e la Brancacci, gli altri sono visibili solo 4 giorni su 7. Chissà se la parola «valorizzazione» ha un significato ai piani alti di Palazzo Vecchio. D'altronde la chiusura sine die di Firenze com'era - l'unico museo topografico sulla storia di Firenze - la dice lunga sulla volontà di coadiuvare turisti e studiosi, ma giusto questo ci possiamo aspettare da chi amministra Palazzo Vecchio. Per non parlare dello stato in cui versano gli archivi e le biblioteche che dipendono dalla direzione cultura del Comune di Firenze, al cui vertice c'è l'architetto Maurizio Talocchini, che si è sempre di urbanistica. Il quale, nel suo incarico, pare abbia le ore contate. Il prossimo 24 ottobre dovrebbero essere rese note le nomine di nuovi dirigenti (alla cultura sono tanti anni che ne manca uno dedicato) e da mesi si parla della sostituzione di Talocchini con l'attuale capo di Gabinetto di Palazzo Vecchio, Lucia De Siervo. E se son rose, come si dice... Intanto però ai dirigenti più o meno «dedicati» e più o meno in uscita» piuttosto che «in entrata», raccomandiamo di farsi un giro negli archivi e nelle biblioteche che dipendono dal Comune di Firenze. In alcuni casi si troveranno di fronte a situazioni drammatiche, con funzionari storici (di quelli che sanno tutto della parte di patrimonio loro assegnata) che lasciano gli incarichi (creando un «vuoto» di memoria difficilmente colmatile in poco tempo) e altri elementi spostati da un ufficio all'altro senza passare le consegne a nessuno. Insomma una sorta di «flessibilità al buio» invece che «illuminata». Ma a Palazzo Vecchio c'è veramente poco di luminoso, a cominciare proprio dalle idee.
Firenze. Senza direzione í Musei del Comune
La Regione Toscana è stata lasciata senza un direttore delle collezioni civiche per tre settimane, mentre il Comune di Firenze non ha ancora nominato un nuovo dirigente della cultura. Il problema è che i musei civici, tra cui il Museo Stefano Bardini, il Museo di Santa Maria Novella e il Museo di Palazzo vecchio, si trovano in uno stato di abbandono. Alcuni musei sono chiusi, mentre altri sono aperti solo per pochi giorni a settimana. La situazione è considerata delicata e richiede una soluzione urgente. Inoltre, gli archivi e le biblioteche del Comune di Firenze sono in uno stato di abbandono e i funzionari sono spesso intransitabili.
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