Laura Baldini Soprintendenza per i Beni Architettonici, Direzione Lavori Nuovi Uffizi Con riferimento all'articolo apparso ieri sul Corriere Fiorentino, faccio presente che in data 11 ottobre, immediatamente dopo il montaggio dei teli sulla recinzione, ho comunicato all'azienda responsabile dell'allestimento la presenza degli errori e la necessità di correggerli, mettendoli in contatto con un architetto della Galleria degli Uffizi in grado di fornire le giuste indicazioni. Non dubito che vorrà rettificare quanto da lei pubblicato in proposito, dal momento che contrariamente a quanto si legge gli errori non ci erano affatto sfuggiti; la invito, in futuro, a contattare direttamente me o il soprintendente Marino, per avere da fonte sicura le opportune informazioni. Una precisazione e un suggerimento: La Tribuna rimane tale anche se temporaneamente in restauro, quindi l'indicazione della sala deve restare la stessa; Caravaggio e i caravaggeschi non sono al piano terra, come per ben due volte si legge, ma al primo piano nel braccio di levante; le consiglio un'immediata rettifica, prima che anche il più distratto dei lettori se ne accorga Gentile dottoressa Baldini, a volte le rettifiche fanno peggio del silenzio. Come in questo caso. Ma entriamo nel merito dei suoi rilievi. Nell'articolo è scritto chiaramente che in soprintendenza vi eravate accorti dei grossolani errori. E che i pannelli sono da rifare. Lei dice che vi siete resi conto degli errori l'11 di ottobre, a pannelli già montati. Il punto è proprio questo: ma prima di montarli non era previsto un controllo da parte della soprintendenza? Se sì, chi doveva controllare i bozzetti? E se su quei pannelli ci fosse finita la Gioconda di Leonardo (che qualcuno vorrebbe riportare in Italia) ve ne sareste accorti prima della loro installazione o ci saremmo ritrovati magicamente al Louvre? E perché se ve ne siete accorti l'11 di ottobre dopo dieci giorni quella installazione è ancora lì nel cuore del piazzale degli Uffizi? Veniamo poi alle sue precisazioni. La Tribuna: nell'articolo è scritto quanto lei dice, la sala è chiusa per restauro. Su questo punto sorgerebbero altre domande, le seguenti: 1) visti i ritardi sui tempi di consegna delle sale in restauro o da rifare, quando riaprirà La Tribuna? 2) E visto che quei pannelli sono temporanei (si spera) non si poteva scrivere «sala 18 La Tribuna, chiusa per restauro»? Forse sarebbe stata una forma di delicatezza nei confronti dei visitatori... ma tant'è.... Infine Caravaggio e i caravaggeschi: qui posso aver commesso una imprecisione, non grave come chi ha disegnato quelle mappe e chi doveva controllare, visto che sui pannelli la sala è rimasta quella di almeno cinque anni fa, quando Caravaggio era al secondo piano e non al primo dove si trova ora (ho scritto piano terra perché sotto c'è solo il bookshop, ma io sono un cronista, non un architetto della soprintendenza). Insomma capisco l'imbarazzo, non il goffo tentativo di scaricare responsabilità all'azienda responsabile dell'allestimento (che certo ha commesso il primo errore). Il punto, lo ripeto, rimane uno soltanto: chi controlla? E chi doveva intervenire per evitare la figuraccia?