Il Gruppo Dottor dà le cifre sugli interventi eseguiti per restaurare. Ma per rendiconto e bilanci tutto rinviato a novembre VENEZIA. Hanno lavorato o non hanno lavorato? Hanno restaurato e cos'hanno restaurato? Quanti soldi sono stati raccolti con la pubblicità? Quanti sono stati spesi per dare una necessaria sistemata al lato di Palazzo Ducale che dà sul rio della Canonica, alla dirimpettaia parete delle Prigioni Nuove e al Ponte dei Sospiri? Era proprio necessario tenere su quelle affissioni per tre anni (luglio 2008-ottobre 2011) o ci si poteva limitare a meno? Come sono gestite le maxiaffissioni a San Marco? Ora che i ponteggi stanno scendendo e che i maxi cartelloni pubblicitari (compreso il discusso "Cielo" di Oliviero Toscani) lasciano via via il posto ai monumenti originari, tiene banco la questione dell'altrettanto discussa "madre di tutte le sponsorizzazioni", frutto di una convenzione privata tra il Comune e la Dottor Group di San Vendemiano, che in questi tre anni ha gestito spazi pubblicitari e cantiere. INCONTRO PUBBLICO - Per avere risposte definitive bisognerà attendere ancora un po': un mesetto e mezzo. A fine novembre proprio Palazzo Ducale ospiterà un incontro pubblico in cui l'azienda trevigiana, con Comune e Soprintendenza illustrerà le fasi dei lavori. Ci sarà anche una conferenza stampa congiunta. I DUBBI - E intanto si va dal popolare «Ma mi no go mai visto operai lavorar là dentro» di chi è convinto che quei ponteggi siano serviti in realtà più per sostenere le maxi pubblicità che per dare protezione a un indefesso e diuturno lavoro di restauro, alla polemica politica aperta in Comune dove la consigliera del Pdl Marta Locatelli, con sei-documenti-sei presentati in un anno, tra interrogazioni, mozioni e interpellanze ha fatto capire che sulla vicenda non vuole mollare. I dubbi sono tanti: dalla verifica sul rispetto del regolamento comunale in materia di affissioni pubbliche, alle perplessità su durata dei lavori e costi, dalla legittimità nell'affidare a un privato la gestione degli spazi e i rapporti con gli sponsor, all'impatto delle affissioni. «E pensare - osserva amaramente la consigliera - che il sindaco mi ha promesso una risposta solo sulla questione economica, non appena avesse avuto i dati. Sto ancora aspettando...». I PRIMI DATI - A parziale soddisfazione dei più perplessi, giusto ieri Dottor Group ha mandato un po' di dati sul cantiere che tra un mese e mezzo sarà terminato del tutto. Eccoli. La superficie totale dell'intervento di restauro è stata pari a 4.280 metri quadrati e per realizzare il restauro sono stati utilizzati 5mila metri quadrati di ponteggi, per approntare i quali Dottor Group ha investito 5.700 ore di lavoro. La fase di ricerca storica, tra archivio e cantiere, ha richiesto 1.600 ore circa, mentre per la mappatura del degrado dei materiali costitutivi e l'esecuzione di campionature, da novembre 2008 a febbraio 2009, sono state investite 1.680 ore di lavoro di tecnici specializzati. Su Palazzo Ducale sono state effettuate inoltre 5 campagne di analisi chimico-fisiche; 30 microprelievi di materiale costitutivo per analisi chimiche; 12 test chimico-fisici d'invecchiamento su microprelievi di materiale costitutivo trattati con prodotti per il consolidamento tessiturale e la protezione superficiale. Il numero medio di personale addetto al restauro presente ogni giorno in cantiere è stato di 16 persone mentre il numero medio di addetti al restauro presenti ogni giorno in cantiere nel 2011 è stato di 10 persone. Per l'approvvigionamento di materiali e attrezzature sono stati realizzati 240 trasporti acquei. Complessivamente, il restauro di palazzo Ducale ha richiesto 54.932 ore di lavoro (24.432 nel 2009, 22.820 nel 2010, 7.680 nel 2011). Il che significa, facendo un conto a spanne, dividendo il monte ore complessivo per i 16 addetti presenti ogni giorni e un impiego medio di otto ore al giorno, che nel cantiere si è lavorato 190 giorni nel 2009, 178 nel 2010 e 60 finora nel 2011. Sempre, torna a sottolineare l'azienda, senza alcun infortunio. E ancora: sono stati 1.110 gli elementi lapidei in via di distacco fissati ad oggi al paramento con perni; 105 gli elementi lapidei smontati, rimontati e fissati con perni in acciaio; 137 è il numero di arpesi e zanche in ferro rimosse perché in pessimo stato di conservazione; 40 i cunei in acciaio rivestiti in piombo inseriti per il fissaggio di lastre e conci in pietra d'Istria; 31 le grate in ferro restaurate; 15 i trattamenti effettuati per l'inattivazione degli attacchi microbiologici in corso; 23 le protezioni dei giunti tra i conci con cordoli in piombo rifatti come gli originali; 91 i serramenti in legno originali restaurati. Come ultima curiosità, sono stati 98 i metri di grondaia che hanno richiesto interventi di manutenzione in pietra d'Istria rivestita in piombo e su oltre 120 i metri sono stati sistemati i dispositivi antipiccione. Pietro Dottor, presidente di Dottor Group, parla di «soddisfazione nel riconsegnare alla città un'eredità importante come Palazzo Ducale». Il costo? Come da convenzione: 2.887.359 euro. L'INCHIESTA - Per tutto il resto (quanti soldi sono stati raccolti dagli sponsor, quali sono i dettagli di spesa dei singoli interventi, quale il margine di guadagno o perdita rispetto al costo dei lavori), l'azienda rimanda a fine novembre. Quando, tra l'altro, si conoscerà abbondantemente l'esito dell'indagine interna che il ministro Giancarlo Galan ha affidato a Ugo Soragni, direttore generale del ministero dei Beni culturali per il Veneto. Perché anche Galan attende le risposte alle domande iniziali.