Daniela Citino C'è una chiesa antica, la più vetusta della città. O meglio c'è quel che resta della sua bellezza. Un portale barocco, diversi affreschi, una storica pavimentazione. Memorie ancora vive della Chiesa Sant'Antonio Abate, splendido e seicentesco gioiello di architettura sacra. Il tempo e l'oblio si sono portati via persino il tetto, barbari e vandali, tutto il resto. Tanto che è stato necessario alzare un altissimo muro di recinzione contro saccheggi e violenze. Abbattere il muro e restituire il seicentesco monumento alla città è più che una speranza. Soprattutto da quando la Regione ha trasferito alla sovrintendenza di Ragusa 55mila euro per metterla in sicurezza. «Un obiettivo raggiunto. Adesso si pensa anche alla fruizione del bene architettonico - spiega il sovrintendente di Ragusa Alessandro Ferrara. Per completare i lavori di consolidamento, illuminare l'edificio,sostituire il muro con un'artistica cancellata,sono sufficienti e necessari solo 100mila euro. Un impegno di spesa che è stato formalizzato nel corso della conferenza dei servizi indetta ieri mattina a Palazzo Iacono. «Concorriamo al raggiungimento dei fondi per il 50. Vogliamo restituire alla città uno dei suoi monumenti più antichi» spiega il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia. L'altra metà spetta alla Curia. Poi ci sono anche i fondi raccolti dalla sezione vittoriese di Italia Nostra che da quando ha poggiato gli "occhi" sull'edificio ha fatto partire il tam tam di soccorso coinvolgendo altri sponsor privati. «Ci piacerebbe destinare le somme raccolte al restauro del portale barocco - sottolinea la presidentessa Laura Cannizzaro con la speranza di lasciare un segno tangibile del loro impegno. Spetterà agli architetti Marangio e Buzzone, quest'ultimo della sovrintendenza di Ragusa, redigere il progetto esecutivo. 21102011