Abbondanza, ancora non si fa chiarezza sul taglio di alcuni dettagli Mentre Galeotti svela altre differenze: «Mi aspetto delle risposte» La potatura più famosa mai fatta a Massa Marittima ancora non trova il suo epilogo. Slitta infatti a data da destinarsi il convegno sui lavori del restauro dell'Albero della Fecondità, divenuti celebri per la "castrazione" dei frutti durante le operazioni. E chi ha sollevato la questione tira fuori altri dettagli compromessi. Le foto di quei frutti fallici evirati durante il restauro sono rimbalzate sui quotidiani di mezzo mondo. La particolarità della vicenda e il valore dell'opera in gioco (un affresco del 1265) infatti hanno fatto del restauro dell'Albero della Fecondità un vero e proprio caso. La sparizione degli "attributi" in alcuni dei frutti che caratterizzano l'opera ha fatto un rumore tale da uscire anche dai confini italiani, rincarato a suon di esposti, pareri di esperti e rassicurazioni della Soprintendenza di Siena. Giorni di fuoco quelli che seguirono la denuncia di Gabriele Galeotti, il primo a notare la strana "castrazione", in cui l'amministrazione e soprattutto l'ente senese difesero a spada tratta i lavori di restauro. Tanto da dare la notizia di un imminente convegno da tenere nel borgo sul risultato ottenuto, fissato in agenda a cavallo tra settembre e ottobre. «Non siamo riusciti ad organizzarlo per il periodo che avevamo previsto» dice Franco Donati, assessore alla Cultura. «Stiamo lavorando, ma ancora non saprei dire quando potrà tenersi il convegno. Forse a novembre». Un'occasione per tracciare un sentiero ben delineato ci sarà già la prossima settimana, quando Donati incontrerà Alessandro Bagnoli, funzionario della Soprintendenza, in visita a Massa Marittima per motivi estranei all'Albero. In ogni caso per l'assessore «l'affresco va bene», tanto da potersi dire «tranquillo» sulla chiusura della vicenda. Le aspettativa riguardo a questo convegno riguardano la spiegazione dettagliata su come sono stati eseguiti i lavori e in base a quali criteri quei particolari siano stati modificati. Uno di quelli che aspettano una risposta è Galeotti, che sin da subito ha presentato un esposto in Procura per denunciare l'accaduto. «Non ho ancora ricevuto alcun ritorno da parte delle autorità. Mi sarei aspettato che almeno mi chiamassero per ascoltarmi o per chiedermi il materiale fotografico con cui ho sollevato la questione. Invece niente». E di fotografie comparate tra "prima e dopo" Galeotti ne ha molte. In una si nota come l'opera non sia stata cambiata soltanto nei punti in cui sono raffigurati i frutti fallici: la donna più a sinistra di tutto il gruppo al cospetto dell'albero ha infatti un'inclinazione del braccio ben diversa rispetto a quella originale. «I fatti che ho descritto nell'esposto sono inconfutabili - continua Galeotti -. In alcuni punti non si è provveduto al recupero dei dettagli, ma ad una vera ricostruzione basata soltanto sull'interpretazione del restauratore. Eppure il Comune ha speso diversi soldi per l'indagine fotografica che viene fatta prima di ogni restauro proprio per recuperare i tratti più danneggiati secondo l'originale».