Porta Capuana Alloggi affittati a 500 euro al mese anche a clandestini Mini appartamenti abusivi nellex Lanificio, a Porta Capuana. Il manufatto allinterno del complesso del Cinquecento di Santa Caterina a Formiello è stato sequestrato dalla polizia municipale. Le abitazioni erano affittate, a 500 euro al mese, anche a clandestini. Loperazione è scattata dopo una segnalazione della Soprintendenza. Due denunce, tra cui una società di intermediazione immobiliare. Lamarezza del fotografo Mario Spada, tra i fondatori dellassociazione culturale "Lana": «Qui prima si faceva cultura. Ora invece un dormitorio per stranieri». Un complesso monumentale storico e tutelato dalla soprintendenza ai Beni architettonici ai piedi di Porta Capuana trasformato in mini appartamenti, affittati in batteria a cittadini stranieri. Ecco uno dei miracoli deviati, o forse sarebbe meglio dire dei pericolosi abusi, che violano e sfregiano il centro storico. Ieri mattina il blitz della polizia municipale e il sequestro del complesso monumentale del '500 di Santa Caterina a Formiello, che comprende al suo interno anche una chiesa, dove erano stati realizzati sei miniappartamenti, senza nessun tipo di autorizzazioni e soprattutto ignorando, completamente, i vincoli monumentali. Loperazione è stata diretta dal tenente Agostino Acconcio del Nucleo beni culturali, con lausilio del tenente Massimo Giobbe a capo dellunità operativa controllo territorio. Tutto parte da una segnalazione della soprintendenza del febbraio di questanno. Lingresso è da piazzetta Enrico De Nicola 46 (ex Lanificio): il complesso monumentale si sviluppa su una superficie di 600 metri quadri, accatastata nella categoria C3, cioè come laboratori. Ma quando i vigili entrano, trovano in unala cinque appartamenti finiti e rifiniti, con tanto di soppalco, ognuno di 35 metri quadrati e un sesto appartamento più grande e quasi ultimato. I sei appartamenti (costo dellaffitto 500 euro al mese) occupano 300 metri quadri e sono abitati da cittadini bulgari e moldavi, alcuni clandestini. In uno stanzone anche un grande fumetto con una donna in biancheria intima che fa pensare a un diverso utilizzo della struttura. Nei restanti 300 metri quadri lavori di ristrutturazione avviati. «Si tratta di un immobile tutelato - spiega il tenente Acconcio - dove cè stato un cambio di destinazione duso, frazionamento degli spazi e dove soprattutto sono stati realizzati dei soppalchi senza autorizzazione né collaudi». Scatta il sequestro per lintero spazio che è di proprietà di una donna di 82 anni. Denunciati: Jan Iatroudis il figlio della donna che è il procuratore generale dei beni di lei, e Giovanni Romagnoli legale rappresentante della "Manzoni srl", società immobiliare (quasi omonima, guarda caso, di una molto nota società immobiliare cittadina, completamente estranea alla vicenda) che ha avuto in locazione nel 2009 il complesso. Secondo il dossier dei vigili: «La società immobiliare Manzoni srl ha dato in locazione, con regolare contratto, a cittadini comunitari in prevalenza provenienti dalla Bulgaria cinque appartamenti», ma le costruzioni «sono state realizzate senza nessun titolo autorizzativo e violando i vincoli monumentali, previsti per il centro storico». La polizia municipale ora ha avviato una doppia indagine: una sul possibile utilizzo come casa dappuntamento dello spazio e una sullintero spazio dellex Lanificio, per controllare autorizzazioni e lavori in tutti i capannoni e i laboratori. E dietro loperazione lamarezza del fotografo Mario Spada, tra i fondatori dellassociazione culturale "Lana": «Qui prima si faceva cultura. Abbiamo ospitato più di 1500 persone ad evento, siamo stati il quartier generale della produzione del film Gomorra, ma il proprietario ci fece causa e ci sfrattò per un cavillo. Per cosa poi? Per farne un dormitorio per cittadini stranieri sfruttati dallimpossibilità di potersi permettere una casa decente». (cristina zagaria)