Il volto SORPRESA: PARTHENOPE HA 100 ANNI IN PIÙ "Coloni dallEubea a Neapolis in breve tempo: perché si spostarono?" Presentate le nuove scoperte archeologiche nello scavo per la stazione Chiaia della linea 6 della metropolitana. In piazza Santa Maria degli Angeli una complessa stratigrafia ha rivelato la storia del sito scoperto da Daniela Giampaola: dalla preistoria al precipizio che collegava con Chiaia la collina di Pizzofalcone prima della costruzione del ponte. E ora archeologhi e storici suppongono che la città greca di Parthenope sia nata un secolo prima, lottavo avanti Cristo. Scavando una metropolitana si trova la sirena. Quella con la "esse" maiuscola, Parthenope. E si scopre anche che è più antica di quel che si credeva. La soprintendenza di Napoli e Pompei, con larcheologa Daniela Giampaola alla direzione dei cantieri di scavo per il metrò in azione ormai da quasi un ventennio, aggiunge una perla alle scoperte dovute al metodo sperimentato a Napoli della "archeologia preventiva". Ieri in una gremita sala del Museo Archeologico, la conferenza di presentazione della stazione Chiaia della linea 6 della metropolitana, in piazza Santa Maria degli Angeli. La lentezza dei lavori si traduce in positivo nello scavo di reperti, ma ancor di più nella sorpresa di una datazione che cambia: prima si riteneva che Parthenope, la Napoli greca, fosse stata fondata agli inizi del VII secolo a. C. In base agli scavi della soprintendenza nellarea dove il Comune ha commissionato la stazione Chiaia allAnsaldo, si risale invece allVIII secolo. La sorpresa è che lepoca avvicina tra loro gli insediamenti di Pithecusae (Ischia) e Cuma con quello sulla terra ferma. «Queste scoperte cambiano la cronologia della città - spiega la storica dellantica Grecia della Federico II, Luisa Breglia - Non passa neppure una generazione che i coloni greci dallEubea si spostano verso Neapolis, perché? Forse hanno bisogno di uno specchio di mare più a sud. O per riscuotere nuove tasse: si sa che a Capri cera un re, Thelone, che amava i forti dazi». Con una lectio magistralis introdotta dalla soprintendente Teresa Cinquantaquattro, presente anche Stefano De Caro, Daniela Giampaola spiega un pezzo di Napoli che tutti credevano di conoscere. Davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, in quello strano quadrato pendente verso il mare, gli archeologi hanno trovato il "solito" (ma sempre più affascinante) palinsesto: dallo strato preistorico più antico mai scoperto a Napoli (8000 anni fa), ad arature riempite di cenere di uneruzione flegrea, alla ceramica che attesta che nel V millennio Chiaia era già frequentata e non certo per lo shopping. I cumani fondarono un approdo o non sappiamo ancora cosa, a Pizzofalcone e la sirena Parthenope, che ha dato il nome al sito, qui doveva essere di casa. Una bella novità è che gli archeologi hanno visto con i loro occhi il fossato riempito in età vicereale (XVI secolo) con materiale che ha restituito 5082 frammenti di epoca precedente alla fondazione di Parthenope, compresa una testina femminile del VII secolo avanti e una necropoli. Di epoca augustea, nel museo che nascerà nella stazione, si potrà vedere un pezzo dellacquedotto del Serino (di cui sopravvivono i Ponti rossi). Unarea, Pizzofalcone, che cambiava assetto per rendere più agevole il collegamento con la parte bassa di Chiaia, e che ora è più leggibile proprio grazie allultima modifica della modernità: il trasporto sotterraneo su rotaia.