Anno che passa, problema che torna. «Il dipartimento arazzi dell'Opificio delle Pietre Dure ha difficoltà economiche ha spiegato Cristina Acidini, soprintendente ad interim dell'istituto di restauro I fondi che abbiamo a disposizione attualmente non sono sufficienti ad assicurare una continuità serena di lavoro». Un problema, quello della mancanza di denaro per finanziare i progetti dell'istituto, che periodicamente torna a farsi sentire senza mai arrivare ad una risoluzione definitiva. «Difficile quantizzare su due piedi quanti sono i soldi che il dipartimento ha a disposizione e quanti sono quelli di cui avrebbe bisogno continua Acidini perché andrebbero estrapolati dal bilancio generale dell'Opificio. La certezza è che non sono sufficienti». Di sicuro non sufficienti a mantenere un alto numero di restauratori qualificati esterni, che vengono chiamati a intervenire al ripristino di questi enormi quadri di tessuto, lavorando nello straordinario laboratorio che guarda la città dalla parte più alta di Palazzo Vecchio. «Nel settore arazzi c'è un operatore capo tecnico che coordina il lavoro di una serie di restauratrici esterne assunte per progetti specifici che possono rimanere a lavorare con noi finché questi progetti ci sono. Servono cifre importanti e per cercare di ottenerle facciamo periodicamente tentativi di fund raising tra i privati. Al momento andiamo avanti solo con piccoli progetti sostenuti da sponsor e da mecenati».