MILANO «In questo momento non potevamo fare altro». Caterina Bon Valsassina, direttrice regionale dei Beni culturali, prende atto della protesta dei sindacati, ma resta convinta della sua decisione: «Rischiavamo di dover ridare al Demanio l'ex Cavallerizza di Radetsky». Ecco l'antefatto. Nel 1998, proprio il Demanio affida alla Biblioteca Braidense l'immobile di via Foldi 2, zona piazza Cinque Giornate, che nel 1848 ospitò cavalli e magazzino del feldmaresciallo austriaco: nel 2003, il Ministero dei Beni culturali finanzia un intervento di restauro da 5,6 milioni di euro (i sindacati sostengono che le spese sono lievitate a 8). I lavori sono terminati qualche mese fa, anche se il palazzo da 6.500 metri quadrati non è stato ancora formalmente consegnato. «Sarebbe dovuta nascere una grande emeroteca per tutti i milanesi - attaccano i rappresentanti dei lavoratori - invece gli spazi sono stati svenduti al Fai». Nel mirino, l'accordo di valorizzazione sottoscritto da Direzione regionale, Braidense e Fondo Ambiente Italiano: la biiblioteca avrà a disposizione 2.350 metri quadrati per concentrare le proprie raccolte (risparmiando i 100 mila euro di affitto dell'attuale sede di Lacchiarella), il Fai occuperà parte della struttura con i suoi uffici (contribuendo con 100 mila euro per utenze e manutenzione ordinaria). L'intesa prevede anche l'organizzazione di almeno 12 eventi l'anno, affidata a una cabina di regia congiunta. I sindacati non ci stanno: ieri tutti gli istituti del Mibac - compresi Cenacolo, Pinacoteca, Braidense e Archivio di Stato - sono rimasti chiusi al pubblico dalle 10 alle 12.30 «contro la svendita del patrimonio culturale». Si dice sorpresa Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fondo: «Questa soluzione risponde a un'esigenza della pubblica amministrazione di contenere i costi di gestione in un momento di difficoltà economica». Non si tratta di una svendita, bensì «di una ragionevole applicazione del principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione». Principio richiamato anche da Caterina Bon Valsassina: «Era l'unica strada possibile». Ne è sicura? «Rischiavamo di dover riconsegnare il bene al Demanio. Del resto, la Braidense non aveva nemmeno i 60 mila euro per gli allacciamenti di luce e gas. E poi, l'accordo col Fai ci consentirà un risparmio complessivo di 200 mila euro». I sindacati parlano di «regalo» al Fai. «Nessuna svendita. L'accordo rispetta i dettami dell'art.112, comma 9, del Codice dei beni culturali». E l'emeroteca? «Fai o non Fai, sarebbe stata irrealizzabile». Quando aprirà l'ex Cavallerizza? «La consegna dell'area avverrà a breve, ma non abbiamo ancora una data (il Fai sostiene che l'operazione trasloco verrà completata entro il giugno 2012, ndr)». Un'operazione replicabile in tempi di crisi? «Dipende dalle condizioni». E certo, però, che il Segretariato generale del Mibac ha inviato un paio di settimane fa la circolare n. 31, che chiede alle Direzioni regionali di fare l'inventario delle sedi satellite dei musei statali. Siamo ancora in fase di ricognizione, ma si va verso una razionalizzazione delle sedi per tagliare ancora i costi.