Gli errori sulle mappe davanti alla Galleria C'era da sperare che (fino ad oggi) non se ne fosse accorto nessuno. Che lo sbigottimento fosse rimasto confinato alle stanze degli esperti, degli storici, dei soprintendenti. Perché altrimenti sai che figura? Eppure, purtroppo, qualcuno se n'è accorto. D'altra parte non serviva la lente di ingrandimento. Forse anche il più distratto dei turisti, in coda per entrare agli Uffizi, avrà girato la testa e fissato per qualche istante le mappe delle sale della Galleria attaccate sui pannelli del cantiere. Lì, proprio lì, nel piazzale degli Uffizi. Dove colui che «scolpì in pittura», Andrea Mantegna, è diventato Mantenga. Scritto rosso su nero a caratteri cubitali. Qualcosa di più di un banale refuso di cui spesso i giornalisti sono vittima nonostante ci sia chi controlli sempre titoli, catenacci e articoli. Perché se gli errori su quei cartelli sembra siano stati commessi da qualcuno dell'azienda procacciatrice di pubblicità è lecito pensare che a qualcun altro in soprintendenza (quella diretta da Alessandra Marino, che è responsabile del procedimento per la realizzazione degli sfortunatissimi Nuovi Grandi Uffizi) siano sfuggiti. Mantenga a parte, quelle mappe che dovrebbe orientare i visitatori, dove vengono indicate con numeri e cartina le sale della Galleria, sono zeppe di errori. Qualcuno dice che quei cartelloni siano stati fatti sulla vecchia disposizione delle sale che risale a oltre cinque anni fa. Di quando i lavori non erano ancora partiti o erano appena cominciati. Di quando la sala del Caravaggio era al secondo piano (come indicato fino a ieri sera sui pannelli) e non al piano terra dove le opere di Caravaggio e dei caravaggeschi si trovano ora. O di quando la sala 17 dell'Ermafrodito era nell'ala di ponente e non in quella di levante come indicato su quei pannelli. Si potrebbe continuare con la sala 41 del Rubens. Che però non esiste più perché i quadri sono stati spostati nella sala della Niobe (ora chiusa). O la sala 18, La Tribuna che è chiusa per restauro ed ha traslocato nella sala 35. Ci sono errori e ripetizioni: la sala 41 del Rubens (quella che non c'è più) è diventata la sala 41 del Caravaggio, «quello» sceso al piano terra. Sembra che qualcuno, se ne sia accorto. E sia ancora sotto choc. Ma che quei pannelli siano lì da almeno dieci giorni. E che, come spesso accade in Italia, sia tutto da rifare.