Oggi la comunicazione ufficiale dopo due anni di accertamenti sul tesoro di tredicimila documenti Sigilli, atti, pergamene, lolle conservati a Lucca: l'archivio diocesano è patrimonio dell'Unesco LUCCA È il primo archivio diocesano al mondo a diventare patrimonio dell'Unesco. Un tesoro inestimabile, che in pochi conoscono: tredicimila documenti membranacei a partire dal VII secolo sino all'epoca contemporanea, pergamene e volumen, codici miniati, sottoscrizioni autografe, bandi, diplomi e bolle e atti burocratici firmati da papi, sovrani e imperatori. Qualche nome? Carlo Magno, Berengario, Ottone I, Federico I il Barbarossa, Federico II di Svevia, Bonifacio VIII, la contessa Matilde di Canossa. L'archivio, che da oggi sarà protetto come le piramidi d'Egitto e le Dolomiti, è conservato al terzo piano del palazzo arcivescovile di Lucca dietro la cattedrale di San Martino e, come ama raccontare don Marcello Brunini, il direttore dell'archivio «all'ombra del baluardo di San Colomba-no» accanto alle Mura. La notizia della sua entrata nell'empireo delle bellezze mondiali sarà data stamani dall'arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, durante Lubec, la rassegna internazionale sui Beni culturali. E un evento, l'ascesa dell'archivio, per Lucca, per la sua Chiesa (che è riuscita a conservare questa memoria) e per la cultura toscana e italiana. «La decisione dell'Unesco arriva dopo due anni di rigorosissimi accertamenti spiega don Brunini e con una motivazione eccellente. «Questo patrimonio documentario scrive l'Unesco riflette un suo eccezionale valore e va protetto a beneficio di tutta l'umanità». La decisione è stata Nella storia Ci sono le firme delle massime autorità: imperatori, sovrani, papi E le carte delle duchesse e contesse di Canossa presa nel maggio scorso a Manchester durante la riunione del Comitato consultivo internazionale del programma «Memoria del Mondo», E porta la firma del direttore general dell'Unesco, la bulgara Irina Bokova. La decisione è stata poi tenuta riservata. Ora sarà resa pubblica anche a Lucca». Visitare l'archivio diocesano è un'esperienza irripetibile. Non solo per la bellezza dei luoghi e l'organizzazione dei documenti (la più grande raccolta longobarda d'Italia) ma per le tracce storiche impresse per sempre in questi tesori. Come, per esempio, la più antica pergamena d'Italia del 713-714. «Un atto di donazione del vescovo longobardo di Lucca, Talesperiano spiega il direttore dell'archivio emanato con il consenso del duca del Regno Longobardo, Walperto». Poco più avanti si resta incantati dalle cinque pergamene delle duchesse e contesse di Canossa. «La prima è un diploma di Beatrice e della figlia Matilde, datato fra il 1066 e il 1076 continua don Brunini Le successive quattro invece sono documenti di Matilde, tutti provvisti di sottoscrizione monogrammatica autografa della contessa». In un angolo quasi magico dell'archivio sono conservati gli ari. firmati o emanati dalle massime autorità politiche del medioevo: imperatori, sovrani e papi. Tra questi i diplomi di Carlo Magno (770), Carlomanno re dei Franchi (877), Berengario re d'Italia (905), Ottone l (962), Ottone II (981, 982, 996), Ottone III (998), la menzione dell'incoronazione di Ludovico III imperatore da parte di papa Benedetto IV a Roma (9o1-9o5), i diplomi di Lotario E Ugo re d'Italia (932, 941, 993), Enrico II imperatore (1020), Corrado T con sigillo plumbeo originale (1038), Uberto II, conte di Maurienne e marchese d'Italia (1093), Corrado III imperatore (1101), Federico I Barbarossa imperatore (1164, 1178), Enrico VI imperatore (1124), Ottone IV imperatore (1209), Federico II di Svevia imperatore (1220, 1226), Carlo IV di Lussemburgo imperatore (1355, 1369). E ancora si citano molte bolle papali, provviste nella maggior parte dei casi di sigillo. Rarissimi e bellissimi i quattro grandi sigilli di cera con le effigi dei loro titolari: Carlo Magno, Berengario, Ottone II di Sassonia, Uberto marchese d'Italia. L'archivio «segreto» di Lucca nasconde anche il registro dei processi criminali più antichi di area toscana e italiana (1347) e un doppio foglio con il XIX e XX canto del Purgatorio di Dante Alighieri, databile intorno alla metà del XIV secolo. Dalla storia (e qui il balzo nel tempo è quasi quantico) esce fuori anche la registrazione, unico originale, del battesimo di Giacomo Puccini: sul documento c'è la data (22 dicembre 1858) e le sigla di archiviazione (Lucca Battesimi, n. 248, Metropolitana 1856-1859, cc. 762r-v).
Archivio diocesano di Lucca. Memoria del Medioevo
Riassunto in 200 parole:
L'archivio diocesano di Lucca è stato dichiarato patrimonio dell'Unesco, diventando il primo archivio diocesano al mondo a ricevere questa onorificenza. L'archivio conserva oltre 13.000 documenti, tra cui pergamene, codici miniati, sottoscrizioni autografe e atti burocratici firmati da papi, sovrani e imperatori. Tra i documenti più importanti vi sono quelli relativi a Carlo Magno, Berengario, Ottone I e Federico I il Barbarossa. L'archivio è stato protetto dopo due anni di accertamenti e la decisione è stata presa dal Comitato consultivo internazionale del programma Memoria del Mondo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo