Parla il presidente di Tod's, che ieri ha inaugurato il nuovo store Dev a Chiaia Diego Della Valle: molte zavorre, però Napoli può farcela Sono passate da poco le 19 quando Diego Della Valle, presidente del gruppo Tod's, arriva nel nuovo negozio Dev di via Filangieri a Napoli. Il fratello Andrea, suo vice, lo ha preceduto di mezz'ora. Ma è il suo arrivo a scatenare i molti ospiti patinati intervenuti all'evento di inaugurazione dello store. Ci sono gli amici capresi, quelli napoletani, alcuni protagonisti del mondo della moda, delle televisione e del cinema. Tra la folla si intravedono Clemente Mastella, Paolo Fiorillo con la moglie Luisa, Alessio Visone in compagnia di Fiona Swarovski, Edoardo Bennato, Maria Mazza, Patrizio Rispo e Alessandro Siani. Della Valle vorrebbe fermarsi a questo: agli amici, alla città che lo accoglie con un clima mite che gli consente di sfoggiare un gessato leggero, abbinato alle immancabili Hogan. O comunque alla festa organizzata per presentare la nuova veste di una boutique dove sono presenti tre marchi del gruppo: Fay, Tod's, Hogan. «La politica? Stiamo attraversando un momento di tempesta, molto difficile. Magari meglio lasciar perdere e parlare del nostro negozio, parlare di moda». A Capri, domani e sabato, la politica non sarà sul palco di Confindustria. E' stata una scelta giusta? «Da tempo non sono un giovane imprenditore. Tuttavia se gli under 40 hanno fatto questa scelta un motivo ci sarà pure. E non sta a me dire se hanno fatto bene». Cosa pensa degli imprenditori in politica? «Diciamo che penso male di quelli che entrano in politica non pensando al bene comune, ma solo ai propri interessi. E ce ne sono tanti». Lei si impegnerebbe in prima persona? «Mai, assolutamente, non scherziamo proprio. Non lo farei». Eppure la lettera che ha pubblicato sui quotidiani, pochi giorni fa, è stata un segnale molto forte. «Ho solo dato voce ai tanti che la pensano così. Il mio è un modo di sentire molto diffuso». Secondo il sindaco di Napoli de Magistris, Confindustria e Governo sono a trazione leghista. Crede sia vero? «Bisognerebbe chiederlo a Emma Marcegaglia. Detto questo, non credo che Napoli sia una città che debba funzionare a rimorchio. Le potenzialità ce le ha. Io parlo da estimatore della città, che ha di certo una serie di problemi che la zavorrano, ma che può andare decisamente avanti con grandi risultati. E avere un ruolo di primo piano». Lei cosa farebbe per rilanciarla? «Penso che di consiglieri, non sempre buoni, ce ne siano fin troppi». Il suo gruppo sta sostenendo il recupero del Colosseo. Ha mai pensato realmente di puntare anche su Pompei che, come ha detto il sottosegretario Villari, potrebbe essere salvata dalla rovina attraverso interventi privati? «Sì, lo abbiamo pensato. Abbiamo anche visto un progetto e lo abbiamo valutato con attenzione. Ci hanno però detto che ci sono molte imprese locali interessate ad intervenire per Pompei. E in questo caso credo sia giusto si facciano prioritariamente avanti loro. Spero che facciano presto. E bene». E' vero che il vostro negozio di Napoli ha uno dei più alti fatturati d'Europa? «Cifre non ne diamo, siamo anche quotati in Borsa. Ma sì, il negozio di Napoli ci dà grandi soddisfazioni. Napoli è per noi una città importante dove abbiamo scelto di investire ancora. Proprio rilanciando il negozio Dev con questa nuova veste». E al Sud ci sono altre piazze alle quali siete interessati? «Nel nostro progetto sono incluse tutte le grandi città, come a esempio Palermo». Nella nuova boutique Dev ci sono i marchi Fay, Hogan e Tod's. Pensate di inserire anche l'altra vostra griffe, Roger Vivier? Il primo passo che vogliamo fare è portarla innanzitutto a Milano. Poi vedremo. Ma visti i risultati ottenuti a Napoli, quando decideremo sappiamo di poter partire da una base molto solida».