In ballo ci sono milioni di euro che potrebbero salvare bilanci disastrati, però il mercato non dà molte soddisfazioni Casali, poderi, vecchi ospedali. E poi scuole, monasteri abbandonati, magazzini e perfino appartamenti che, senza il pungolo della crisi, sarebbero rimasti con i contratti rinchiusi in qualche cassetto. Sì, perché tutti gli enti, dai Comuni alle Asl, dalle Camere di commercio alle università ora vanno a pescare nel barile (piuttosto ampio) delle loro proprietà. Così riversano sul mercato tutto ciò che è monetizzabile, visti anche i tagli massicci decisi dal governo nei loro confronti: una bella idea, non c'è che dire, con il piccolo problema che il mercato non recepisce un granché, facendo moltiplicare le aste che restano deserte e creando non poche apprensioni a chi aveva già messo in bilancio le relative e spesso ottimistiche entrate. D'altra parte, proprio per quanto riguarda le Aziende sanitarie, il presidente della Toscana Enrico Rossi è stato molto chiaro: «Le Asl saranno impegnate nella gestione unitaria del patrimonio immobiliare non strumentale - ha dichiarato a proposito della Finanziaria regionale per il 2012 -. E questo anche con la costituzione di consorzi e società. Sarà anche possibile ricorrere a fondi immobiliari regionali che saranno eventualmente attivati e finalizzati alla realizzazione di alloggi di housing sociale». Mi compro un ospedale. Comunque, chi è in vena di acquisti del genere può andare su Internet ed usare un motore di ricerca tipo Google semplicemente inserendo le parole chiave: "comune" (magari seguito dal nome della località) o "università" o "Asl", "immobili in vendita": i risultati sono decine e non manca che l'imbarazzo della scelta. Intanto, se l'università di Pisa si scopre anche venditrice di poderi nel verde (ne parliamo a parte, ndr), a Lucca possono incassare adesso una cifra tra i quattro ed i cinque milioni per l'ex ospedale di Carignano, una villa del Settecento circondata da un parco di 26mila metri quadrati. La notizia è degli ultimi giorni e, prossimamente, sarà sigillata con la firma del relativo contratto con l'Asl n. 2, anche se il tutto appare decisamente significativo: l'acquirente, straniero, spera magari in un cambio di destinazione d'uso e quindi nella trasformazione in un residence o in un mega-alloggio privato (dipende dal Comune, ovviamente). Per il resto, nessuno ha partecipato alle gare per i vecchi ospedali della zona, da quello psichiatrico di Maggiano a quello per malati pneumologici di Arliano. Un problema analogo esiste anche per il complesso della Casina Rossa, immobile messo in vendita per tre milioni e mezzo di euro e che sarà libero dalla metà del 2012. Comunque, anche all'Asl n. 1 (Massa e Carrara) tentano disperatamente di far quadrare il bilancio con l'alienazione di un altro vecchio ospedale, quello di Pontremoli: è dedicato a San'Antonio Abate, ma non è interamente disponibile, visto che una parte è occupata da una Rsa, destinata a sua volta a diventare un centro per i malati in coma. Casali? Nessuno li chiede. Ancora un'Asl, stavolta però è la 11 dell'Empolese, in prima linea con una serie di poderi in una zona di grande interesse e cioè le campagne di San Miniato. I casali sono undici, tutti dai nomi che invogliano all'acquisto: Regli, le Tagliate, Castellonchio, Giardino I, Giardino III, Casino, Rio, Casanova in Poggio, Egola Vecchia II, Poggetto, La Badia, oltre a vari ettari di terreno nelle vicinanze del paese. «Alla fine abbiamo venduto quattro lotti che hanno reso 180mila euro - spiegano dall'Azienda sanitaria -, mentre per gli edifici l'asta è andata deserta e verrà riproposta». Comuni in apprensione. Difficile trovare strutture lussuose tra quanto propongono le amministrazioni comunali, almeno in Toscana, ma i sindaci ci provano, specialmente in queste ultime settimane: a Pescia, dove sono andate deserte le aste per l'alienazione dei magazzini comunali delle Macchie di San Piero e della casa colonica con i terreni di via Fiorentina, stanno pensando a nuovi risparmi sui bilanci, ma a Prato scendono invece in campo in modo massiccio. L'amministrazione comunale ha infatti messo in vendita edifici colonici, lavatoi, unità immobiliari di vario genere, ma soprattutto l'ex momastero di San Clemente. A Seravezza stanno invece cercando di liberarsi di due vecchie scuole (ad Azzano e Fabbiano), mentre a Viareggio la Provincia spera di ricavare sei milioni e mezzo di euro (ma l'asta è andata anche stavolta deserta) dalla ex caserma dei carabinieri di via Mazzini. A Pontedera inoltre è già iniziato il conto alla rovescia per la cessione de "La Bianca", immobile valutato 982mila euro e che fino a pochi mesi fa ospitava una comunità per tossicodipendenti. Le Terme a pezzetti. Non si contano più, infine, le vendite delle Terme di Montecatini, ormai finalizzate in massima parte alla prosecuzione dei lavori per la piscina termale delle Leopoldine. Si parla delle ex lavanderie, degli ex istituti di cura, dell'area dell'ex Imbottigliamento. Su quest'ultima in particolare, vogliono fare un parcheggio: insomma, auto paganti al posto di turisti e curisti che una volta la scegliavano per eleganti passeggiate.
TOSCANA - Vendono di tutto, pur di fare cassa. Comuni e Asl cercano di piazzare scuole, magazzini, casali, ma le aste sono deserte
In Toscana, molti enti pubblici stanno vendendo i loro immobili per risolvere i problemi di bilancio. Questo include comuni, università, ospedali e scuole. I prezzi sono vari, ma molti immobili sono stati venduti a prezzi molto bassi. Ad esempio, l'ex ospedale di Carignano a Lucca è stato venduto per 4-5 milioni di euro, mentre a Pisa si è venduto un poderio nel verde per 4-5 milioni di euro. Alcuni immobili, come quelli delle Terme di Montecatini, sono stati venduti in pezzi. Le amministrazioni comunali stanno cercando di risparmiare sui bilanci, ma alcuni sindaci stanno cercando di vendere immobili lussuosi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo