È un paradosso fisico-linguistico, ma il peso di un portafoglio vuoto è molto maggiore del peso di un portafoglio pieno. Lo sa bene il sindaco, alle prese con una straordinaria scarsità di risorse e, contemporaneamente, con crescenti richieste di intervento pubblico in ogni settore della città. A Virginio Merola, molto più che ai suoi predecessori, toccherà nei prossimi mesi lonere di effettuare scelte decise e dolorose. Letimologia della parola "crisi", del resto, rimanda al verbo greco krìno, separo e, in senso più lato, decido. Il momento è topico e lo sanno perfettamente i cosiddetti stakeholders, cioè i portatori di interessi o interlocutori sociali, che, come in fondo è usuale, non perdono occasione per "tirare la giacchetta" al Sindaco con lintento di influenzarne le decisioni. Si fanno sentire, in coro unanime, gli imprenditori, per reclamare ancora una volta la realizzazione di Passante Nord e People Mover, grandi opere in grado di muovere notevoli quantità di denaro. Ed è intervenuto dal pulpito anche il Cardinale Caffarra, invocando addirittura una "svolta culturale", che faccia di Bologna un "laboratorio" di quella "sussidiarietà" tanto cara alla Chiesa Cattolica e praticata da decenni dal sistema di potere formigoniano nella gestione della sanità lombarda e non solo. NON è difficile immaginare i dubbi di Virginio Merola, sindaco-fachiro seduto su una scomoda poltrona di chiodi. Il Passante Nord e il People Mover sono infatti realizzazioni che una parte rilevante della cittadinanza contesta con decisione, in ragione di articolate motivazioni concernenti sia limpatto ambientale, sia leffettiva utilità e sostenibilità economica, sia lattualità delle opere stesse, giudicate funzionali ad una visione di città futura ancora imperniata sulla cementificazione del territorio e sul trasporto su gomma. Visione lontana dai desideri di moltissimi cittadini e, soprattutto, dei giovani. E ben venga, in proposito, la decisione dellAssessore Colombo di approfondire alcuni aspetti concernenti la progettazione, realizzazione e gestione del People Mover. La sussidiarietà, poi, come è emerso con chiarezza dal dibattito accesosi anche su questo giornale, ha sostenitori pugnaci, ma anche oppositori armati di argomentazioni solidissime. Che farà il Sindaco? Non so dirlo, ma posso dire ciò che spererei facesse. Penso che dovrebbe finalmente illuminare a giorno il processo di definizione del Piano Strategico, ampliandone orizzonti e finalità, per farne uno strumento di aperta, moderna, rapida, inclusiva e conclusiva discussione sul futuro della città in ogni suo aspetto. Sono i mutamenti epocali a cui stiamo assistendo, non un capriccio, a rendere indispensabile un ripensamento in ottica di riassetto generale della città, anche sulle decisioni già prese (vedi il Civis). Nel frattempo suggerirei al Sindaco di non ascoltar tanto le voci degli imprenditori o del Cardinale, ma di ascoltare il silenzio. Il silenzio degli ultimi e dei disperati: degli sfrattati, di chi perderà la casa, dei disoccupati, che non hanno più voce per farsi sentire. La protesta degli Indignati non è che la punta di un iceberg.
BOLOGNA - la giacchetta del sindaco
Il sindaco Virginio Merola affronta una "crisi" in città, con una scarsità di risorse e crescenti richieste di intervento pubblico. Il Cardinale Caffarra ha invocato una "svolta culturale" per fare di Bologna un "laboratorio" di sussidiarietà. Tuttavia, il Passante Nord e il People Mover sono opere contestate dalla cittadinanza, in ragione di motivazioni ambientali, economiche e sostenibilità. L'Assessore Colombo ha deciso di approfondire alcuni aspetti della progettazione e realizzazione del People Mover. Il Sindaco dovrebbe illuminare il processo di definizione del Piano Strategico, ampliando orizzonti e finalità.
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