Oggi gli attori presentano il loro manifesto per la gestione dello spazio «Il modo migliore per prevedere il futuro è inventarlo», cè scritto grande sul muro. Nel foyer del Teatro Valle, in mezzo ad un pomeriggio cruciale di vigilia, lavorano a testa bassa almeno in dieci. Comunicati stampa, video, blog, testi da rileggere, turni da organizzare, sorveglianza, pulizie: per questa mattina è convocata - da tempo - unassemblea pubblica (e conferenza stampa) per esporre i risultati di un lavoro durato mesi e che coincide con la loro precisa progettazione del futuro, quella di uno spazio storico che dal 14 giugno è la loro casa, il simbolo di una crociata di politica e di cultura. Si capisce quindi come stavolta non parlino volentieri: la lettera di Alemanno apparsa su Repubblica sembra aver voluto giocare danticipo rispetto alle loro intenzioni, proponendo «un patto per salvare il Teatro Valle», in cinque punti. «Finalmente il sindaco ha riconosciuto limportanza di quello che stiamo facendo. Ne siamo felici», dicono, non senza sarcasmo, come entità collettiva e dunque semi-anonima alzando a malapena la testa dal lavoro. «Ma le cose che propone, dalla nomina del direttore attraverso concorso pubblico alla gestione affidata a una fondazione, sono superate dalla nostra proposta. Sarebbero andate bene forse quando avevamo occupato da una settimana, ma no ora. Noi abbiamo lavorato creando qualcosa di inedito anche dal punto di vista giuridico, mirando a un uso diverso degli spazi teatrali, a un teatro aperto sedici ore al giorno che abbandoni la ritualità borghese del teatro per come è sempre stata». In quattro mesi di occupazione, il Valle - piccolo gioiello settecentesco, il più antico teatro romano in attività - è diventato un fenomeno, è rimbalzato sui giornali di mezzo mondo, ma soprattutto ha conquistato pubblico in città: laltra sera Stefano Bollani ha dovuto suonare due volte lo stesso concerto, per quanta gente cera in fila ad aspettare e, nella sala con i velluti rossi dove debuttarono nel 1921 i "Sei personaggi in cerca dautore", dallalto dei palchi pende uno striscione: "Comè triste la prudenza", restituendo il senso di unatmosfera, e comunque di una partecipazione senza precedenti per uno spazio teatrale. Su questo, torna la voce collettiva degli Occupanti, tutta gente che vive di teatro, tantissimi attori: «È chiaro che questa occupazione è diventata un caso anche perché si inserisce in qualcosa di molto più grande. Cè tutto un modello socio-economico che è in crisi che va rivisto e ripensato. Ma noi abbiamo molte idee, e ora anche un progetto». Criticato da Federico Mollicone, della commissione cultura in Campidoglio, per eccesso di "morbidezza", il patto di Alemanno per il Valle raccoglie rapidamente il sostegno del ministero dei Beni culturali: «Siamo disponibili alla nascita di una Fondazione con i soggetti interessati sia pubblici che privati. Tutto dovrà avvenire nella massima trasparenza, tra diritti e doveri di ciascuno», ha dichiarato Francesco Giro. Mentre il Pd, per voce del capogruppo Umberto Marroni osserva che «la decisione del sindaco è giunta solo grazie alla mobilitazione che ne ha evitato la svendita ai privati, proponendo un modello di cultura e formazione teatrale». E Giulia Rodano (Idv): «Il sindaco si è finalmente arreso allevidenza del successo civile e culturale delloccupazione del teatro Valle. La proposta che stanno per presentare offrirà unopportunità di discussione proficua per il futuro di questo spazio».
Valle, polemica sul "patto" di Alemanno "Luogo simbolo, il sindaco arriva tardi "
Gli attori occupanti del Teatro Valle hanno presentato un manifesto per la gestione dello spazio. Il sindaco di Roma, Alemanno, ha proposto un patto per salvare il teatro, in cinque punti, ma gli attori hanno rifiutato questa proposta. Hanno invece presentato un progetto per un teatro aperto sedici ore al giorno, con una gestione affidata a una fondazione. L'occupazione del teatro ha avuto successo, con pubblico in fila ad aspettare per vedere i concerti. Il sindaco ha riconosciuto l'importanza di quello che stanno facendo gli attori, ma la proposta di Alemanno è stata superata dalla proposta degli attori. La decisione del sindaco è stata giunta grazie alla mobilitazione degli attori.
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