Architetti a Villa Fiorentino per la tutela del territorio Avverrà oggi nellarea archeologica il taglio delle uve Vendemmia negli Scavi di Pompei ecco il vino che bevevano i romani Il "Villa dei Misteri" qualità piedirosso è ottenuto con metodi di duemila anni fa La penisola sorrentina ospita il workshop "Paesaggi dellagricoltura e turismo sostenibile" che lAcma (Centro italiano di architettura), diretta da Antonio Angelillo, ha organizzato a Villa Fiorentino di Sorrento da ieri a domenica. Il tema è perfettamente coerente con la tradizione e i paesaggi del luogo, che, in passato, un malinteso concetto di turismo ha sacrificato in nome di una riconversione del territorio: con progressione inesorabile, allaggressione delle sue parti più preziose, le coste, è seguita quella dellentroterra segnato da un paesaggio agrario altrettanto straordinario. Eppure sappiamo bene che la fortuna turistica della costiera è avanzata in parallelo con la distruzione degli agrumeti, che, con tipica caparbietà contadina, riuscivano a estendersi dai terreni più impervi a picco sul mare ai giardini del centri urbani, per giungere sulle pendici dei colli in un unicum di pergolati in legno. Da qualche anno, per fortuna, è ormai chiaro che alberghi, villaggi turistici, residenze per le vacanze non possono continuare a erodere il mosaico di fondi rustici residui ed è altrettanto chiaro, però, che gli altissimi costi di manutenzione risultano insostenibili per i coraggiosi agricoltori locali. Il workshop stigmatizza, appunto, questo difficile nodo, risolvibile solo raggiungendo un complicato equilibrio tra la tutela e la conservazione, da un lato, e un turismo corretto, sostenibile, dallaltro. La paesaggista Giulia de Angelis analizza il paesaggio sorrentino, le sue tecniche colturali, con una particolare attenzione ai tipici pergolati, e la sua gestione; lo sguardo si amplia allorizzonte italiano descritto dal paesaggista Luca Baroni, che dimostra con alcune sue opere in Sicilia e in Liguria come sia possibile conciliare con correttezza il paesaggio agrario con la vocazione turistica; due paesaggisti di rilievo internazionale come lagronomo portoghese Joao Nunes e larchitetto spagnolo Jordi Bellmunt testimoniano con le loro realizzazioni a vasta scala - il primo con un parco agricolo a nord di Ferrara e il secondo con la riconversione paesaggistica di due estesi territori massacrati dal cemento in Andalusia e in Costa Brava - che la tutela di paesaggi agrari di qualità è una risorsa economica da spendere, in grado di promuovere lo sviluppo di un turismo etico e di forme di produzione sostenibili, legate sopratutto al recupero dellesistente.