Carissimo Colaprico, so che il problema per cui le scrivo non è di sua competenza, ma ho cercato invano di mettermi in contatto con il Comune di Milano con esiti disastrosi da parte mia (chiedono cose complicatissime o forse sono un po imbranata). Il problema è questo: ieri sera ho assistito con una mia amica allo spettacolo Pro Turandot al Teatro Studio (spettacolo bellissimo ma non capito, purtroppo, da alcune persone che addirittura se ne sono andate dopo il primo tempo). I russi hanno tempi lunghi e, quando siamo uscite la metropolitana in Cairoli era chiusa, per cui siamo andate di corsa in Cordusio. Noi veniamo da fuori Milano e avevamo lasciato la macchina a Lampugnano, dove il posteggio, verso la una, chiude. Mi chiedo: perché invitare i cittadini a usare i mezzi pubblici se gli orari non sono un pochino dilatati? Non si pretende di avere la metropolitana aperta per tutta la notte, ma, pur non essendo noi due pavide, le assicuro che non è piacevole scarpinare alla ricerca della stazione funzionante più vicina. Abbiamo sbagliato qualcosa? Siamo due irriducibili provinciali? Mi bacchetti pure, se lo ritiene opportuno, non me la prenderò. Laura Lugano Non bacchetterei mai chi esce per andare a teatro, anzi lei e la sua amica avete tutta la mia solidarietà. Anche a me, quando non sto a Milano, è capitato dimbattermi in uno «sperdimento»: credi che lautobus ci sia, scopri che è già passato, e il prossimo passa dopo unora. Oppure, una volta a Matera, ho chiesto un taxi. Ha risposto che sarebbe arrivato dopo unora e mezza, perché aveva altri impegni ed era lunico in servizio. Non so se conosce Matera, me la sono fatta «da giù» sino al Duomo con mio figlio addormentato in braccio, ci ho messo due giorni e quattro piatti di pasta per riprendermi. Quello che un po le contesto è questa «paura»: eravate in due, nel centro di Milano, a mezzanotte, dai, il rischio ipotetico cè, ma che cosa può succedere? Solo a Cenerentola sparisce la carrozza. Su Lampugnano e dintorni, invece, piena ragione. È gestito male, è «brutto» e la giunta precedente ha sbagliato scenario: Milano rigurgita (è la crisi) di palazzi invenduti, gli amministratori dovevano - esatto: dovevano - evitare licenze edilizie a gogo e costruire parcheggi multipiano. Non hanno pensato ai cittadini, ma ai cementificatori e ai commercianti. La giunta «vento nuovo» deve ora meritarsi la vittoria ascoltando anche lei, che segnala un problema comune.