Le priorità: la chiesa di S. Caterina, Carmine e il restauro del centro LUCCA. Molta attenzione al Carmine, uno dei luoghi più "sensibili" della città. Trasformazione della Manifattura Tabacchi in una «cittadella della cultura», con una certa «libertà di manovra» nel recupero degli edifici e degli spazi. Un progetto per le Mura, il restauro della chiesa di S. Caterina, che dovrebbe iniziare in primavera. Lucca ha bisogno di questo - dice il sovrintendente Agostino Bureca - ma soprattutto ha bisogno di un restauro complessivo degli edifici che mostrano i segni del tempo (e di una certa trascuratezza). E necessita di un ripensamento nell'utilizzo delle piazze e degli spazi pubblici del centro storico, a cominciare da San Michele. In questo percorso, la Sovrintendenza è pronta ad affiancarsi al Comune, con tutti i limiti di risorse emersi negli ultimi anni. Da quando i tagli al ministero dei Beni culturali si sono intensificati. Tanto che le 3 operazioni programmate per il 2012 - il recupero della pieve di San Pietro a Marcigliano, il completamento del teatro Alfieri a Castelnuovo ed, eventualmente, il restauro del complesso di S. Agostino - sono subordinati alla concessione dei fondi del Lotto. Sovrintendente Bureca, qual è la sua idea di città, per Lucca? «Non di una città museo. La città non deve diventare un luogo proibito, ma l'utilizzo degli spazi deve conciliare la presenza di eventi con l'esigenza di tutela». Si riferisce a piazza San Michele? «Considero eccessiva la concentrazione di eventi in piazza San Michele e piazza Napoleone. La città ha molti altri spazi coperti e scoperti da utilizzare. Mi si fa presente sempre che sono questi i luoghi più frequentati dai turisti, perché rientrano negli itinerari più gettonati, ma i flussi turistici possono essere incanalati, indirizzati». L'utilizzo eccessivo di San Michele non è un fenomeno recente: perché il problema esplode solo ora? «Per la questione del bitume usato sul sagrato. Il problema non è stato tanto la toppa in sé che, rimossa, non ha creato ulteriori danni alla pavimentazione. È semmai il fatto che un rimedio del genere è indicativo di quanto sia sia perso il senso delle cose, del rispetto per i monumenti». Quindi è scattato il divieto di utilizzo. «Ma il divieto non deve essere letto come la volontà della Sovrintendenza di precludere l'utilizzo della piazza. Vogliamo solo aumentare il livello qualitativo degli eventi da organizzare in questo luogo. Avremo modo di confrontarci con il Comune. Per ora abbiamo concesso una deroga per l'organizzazione dei Comics, ma sarà l'unica eccezione». Ma anche il carico dei Comics non è da poco. «È vero. Ma abbiamo imposto una soluzione per alleggerirlo. Intanto sul sagrato non ci sarà un solo padiglione enorme, ma ce ne saranno due: il secondo, fra l'altro, di dimensioni ridotte. Poi abbiamo chiesto camminamenti in legno, ampi, in modo da diluire il carico delle presenze». Il ragionamento del diverso utilizzo della città non può limitarsi a una o due piazze. Ci sono operazioni immobiliari importanti che riguardano il centro. La prima è la ex Manifattura Tabacchi. «A nostro avviso, questo complesso dovrebbe diventare una cittadella della cultura, all'interno della quale potrebbe rimanere anche la sede della Sovrintendenza, se il Comune lo riterrà opportuno. Non abbiamo ancora espresso un parere sui nuovi interventi, ma sono certo che l'amministrazione comunale ci coinvolgerà». Le Belle arti sarebbero favorevoli a interventi per realizzare anche un albergo, abitazioni, una foresteria, negozi e parcheggi nella ex Manifattura? Questa è l'indicazione per l'utilizzo emersa dal consiglio comunale. «Dovremo valutare il progetto, ma la Manifattura offre ampi margini di adattamento. Più del Carmine». Perché più del Carmine? «Perché questa struttura necessita di maggiore attenzione nel recupero, viste le sue caratteristiche architettoniche. Questo complesso ha un valore storico speciale per la città». L'attenzione speciale deve essere solo per il Carmine? O per tutto il centro storico? «La città ha un diffuso bisogno di cura, di intervento. La maggior parte degli edifici sollecitano un restauro che finora non c'è stato. Non so se questa situazione si sia creata in seguito a un atteggiamento conservativo o per altro, ma le condizioni della città oggi richiedono un restauro complessivo. Lo stesso San Michele avrebbe bisogno di questo. Certo, Lucca non è l'unica città in queste condizioni: a Pisa, ad esempio, il problema è ancora più evidente». Ma la Sovrintendenza non potrebbe intervenire, con potere sostitutivo, nel restauro di edifici storici a rischio? «In teoria sì, ma con i tagli alle risorse questo diventa quasi impossibile. Fino a qualche anno fa avevamo questo potere su immobili ecclesiastici o di proprietà dei Comuni. Oggi è già molto se riusciamo a intervenire su quelli demaniali. Anche se, ogni tanto, riusciamo a mettere a segno un colpo. Come quello per il restauro della chiesa di Santa Caterina». È finanziato il restauro di S. Caterina? «Sì. Abbiamo ottenuto i fondi a maggio, circa 800mila euro. Ora l'architetto Lisa Lambusier, l'unica nuova assunta alla Sovrintendenza, sta predisponendo il progetto definitivo da inviare, entro novembre, alla direzione regionale del ministero che indirà la gara d'appalto. La mia intenzione è di chiedere l'attivazione della procedura accelerata, con una gara a invito, possibile per lavori inferiori a 500mila euro. Dal punto di vista architettonico rientreremo in questa somma, pur dovendo alzare la copertura, appoggiata su una finta volta affrescata. Il recupero degli affreschi, poi, verrà appaltato in una fase successiva, con una gara da circa 200mila euro. L'obiettivo è di partire nel giro di pochi mesi con i lavori strutturali. E di chiuderli in un anno dall'apertura del cantiere». Nel 2012 quali saranno gli interventi prioritari per la Sovrintendenza? «Noi abbiamo chiesto di attingere ai fondi del Lotto, per tre operazioni: la prima è il recupero della pieve di S. Pietro a Marcigliano; a seguire ci sono il completamento del teatro Alfieri il recupero del complesso di S. Agostino. Anche se dubito che otterremo risorse per tutto».
LUCCA - Non vogliamo una città-museo. Uso degli spazi pubblici, ma basta con piazza S. Michele
Il sovrintendente Agostino Bureca parla di priorità per il restauro della chiesa di S. Caterina, del centro storico di Lucca e della trasformazione della Manifattura Tabacchi in una cittadella della cultura. La città ha bisogno di un restauro complessivo degli edifici che mostrano i segni del tempo e di un ripensamento nell'utilizzo delle piazze e degli spazi pubblici del centro storico. La Sovrintendenza è pronta ad affiancarsi al Comune per affrontare questi progetti, ma le risorse disponibili sono limitate a causa dei tagli al ministero dei Beni culturali.
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