Guardando i dati del nuovo Piano Strutturale mi sono posto una semplice domanda: con quale sguardo il Piano Strutturale prevede la Prato di domani? Sarà quella di tutelare l'identità, di rigenerare la città, di valorizzare il verde e l'ambiente pubblico, oppure di cementificare sacrificandone così una parte? Questa domanda sorge dalla lettura dei numeri del Pieno che prevede un aumento di popolazione di circa 45 mila abitanti e che caratterizza sempre più la città con funzione turistica ricettiva, commerciale e direzionale; abbandonando, a quanto sembra, la vocazione manifatturiera di Prato. Questi numeri diventano ancora più preoccupanti per la zona Ovest, che potrebbe soccombere sotto una colata di cemento. La Prato di domani, per esempio, prevedrebbe in una zona come il Macrolotto zero, un incremento di oltre 11.000 persone, in un territorio come quello di San Paolo già saturo e privo di spazi pubblici e di verde e di parcheggi, quindi in base a quale criterio è stato previsto un cosi massiccio insediamento di persone? Quali sono state le richieste che hanno indirizzato l'amministrazione a fare queste scelte? La rigenerazione urbana non è quel processo che dovrebbe pianificare un territorio e la sua trasformazione sollecitate dai bisogni che emergono dalla vita reale? Penso che i cittadini di San Paolo non saranno affatto contenti di sapere che qui la popolazione raggiungerà i 28 mila abitanti. E la perequazione non avverrà in un'altra zona della città, ma sarà utilizzata nella zona stessa costruendo i palazzoni in altezza, e casermoni mettendo a serio rischio la vivibilità della zona. Un'altra forte preoccupazione riguarda i borghi: anche qui i dati sono molto significativi poiché è previsto un aumento della popolazione di oltre 13.395 abitanti in più. Su undici frazioni ben 6 sono all'Ovest, Maliseti, Viaccia, Narnali, Galciana, Vergaio, Capezzana, quindi, quali di queste frazioni saranno oggetto di cementificazione e di ulteriori nuovi abitanti? Penso che la riqualificazione delle frazioni deve attuarsi attraverso una politica di recupero dell'esistente con la salvaguardia del territorio e dell'ambiente. La mia preoccupazione è dettata dal fatto che non si riesce a comprendere chi andrà ad abitare in questi appartamenti: gli immigrati che si regolarizzeranno? Le nuove coppie di giovani? Oppure i fiorentini che vengono a Prato solo per dormire? Mi domando: per questa giunta il futuro strategico della città è quello di essere la "periferia" di Firenze? Giovanni Mosca presidente della Circoscrizione Ovest