"È una soluzione che tutela un bene culturale ma anche lattività produttiva" Sulla questione Laika la parola fine è stata messa: i resti delle mura etrusche e romane andranno in museo e la società di caravan e roulotte che dà lavoro a 250 persone riprenderanno i lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento a Ponterotto, dove già esiste un insediamento di tipo industriale. «Entro la prossima settimana», fa sapere il presidente della Regione Rossi, «firmeremo laccordo per la ricollocazione e il restauro dei reperti e per lallestimento di unarea archeologica di proprietà pubblica». Lintesa coinvolge, oltre allazienda, il ministero dei Beni culturali, la soprintendenza per i beni archeologici della Toscana e il Comune di San Casciano. «Con questo atto diamo soluzione positiva a un problema che ha suscitato nel tempo discussioni più che legittime insieme a qualche polemica», spiega Rossi che in questa vicenda si è trovato in contrasto anche col suo assessore allUrbanistica Anna Marson, da sempre dubbiosa sullopportunità di concedere il via libera allinsediamento della Laika. Rossi motiva così la sua posizione: «Tutti gli enti interessati concordano con una soluzione che da una parte tutela rigorosamente e rende fruibile un bene culturale che viene considerato unimportante testimonianza del popolamento antico del territorio, e dallaltra assicura allo stesso territorio di poter continuare a beneficiare di una attività produttiva estremamente importante per leconomia della zona e per loccupazione». I numeri parlano da soli: 250 assunti diretti e 800 nellindotto fanno di Laika una risorsa occupazionale strategica per la zona. «Sarebbe stato un errore non prendere questa decisione», dice ancora il presidente toscano. «Anche alla luce di questo episodio resto convinto che lo sviluppo dellattività manifatturiera, la tutela del paesaggio e dei beni in esso contenuti, lo sviluppo di una agricoltura e di un turismo di qualità e infine il recupero in campo edilizio al posto di nuove edificazioni non siano affatto in conflitto». Ovviamente anche i reperti di epoca etrusca e romana hanno la loro importanza, è il senso del messaggio. «Compito degli enti statali», si affretta ad aggiungere Rossi, «è quello di tutelare i beni archeologici. Ricordo i pareri favorevoli al progetto di ricollocazione della soprintendenza, del comitato tecnico scientifico per i beni archeologici e della direzione generale per le antichità del ministero. Le loro indicazioni non di rado costituiscono spunto e accredito per le rivendicazioni dei comitati territoriali e degli ambientalisti più rigorosi. La Regione ha compiti di valorizzazione e non intende sottrarsi a questa responsabilità né intende vanificare un intervento produttivo che ha sostenuto con 3 milioni e mezzo di fondi europei, che alimenteranno un investimento di circa 14 milioni di euro. La scelta del luogo su cui edificare il nuovo stabilimento spettava al Comune, è stata presa legittimamente e non si torna indietro. I terreni sono stati acquistati a prezzo industriale e vincolati a questo uso per 40 anni. Anche lo stabilimento vecchio manterrà questa destinazione. Dal canto suo limpresa si impegna a finanziare loperazione di ricollocazione». Laffare è chiuso.