"Questo sito archeologico - spiega l'architetto Salvatore Mancini - è uno dei più importanti perché testimonia delle prime presenze umane nel Mediterraneo. Qui è comparso per le prime volte in Sicilia l'uomo". Ma giudicare dal sentiero che conduce al «Riparo sotto roccia» di contrada Fontana Nuova, l'uomo non deve esser più passato da un pezzo. Per raccontare questo stato di incuria si sono riunite le associazioni di Legambiente, Tutela Terre d'oriente, Italia Nostra e Sicilia Antica. "Siamo qui - dicono - per testimoniare il degrado cui l'amministrazione comunale di Ragusa e la Soprintendenza ai beni culturali stanno destinando questo sito. Vorremmo capire quale visione di sviluppo sostenibile sia possibile riscontrare oggi nell'incuria di questo meraviglioso sito archeologico che risale al paleolitico superiore e che, dunque, precede come datazione persino le celebri grotte francesi di Lascaux. Solo che in Francia il sito è considerato con enorme rispetto. Qui il riparo sotto roccia è completamente abbandonato". Il sentiero che conduce dall'ingresso al sito, in effetti, è del tutto invaso da erbacce. Impossibile accedere per godere di uno spettacolo davvero magnifico. Lo raggiungiamo solo con l'ausilio di una jeep e di una impervia passeggiata. "Riscontriamo - proseguono gli ambientalisti - l'assoluta miopia culturale del Comune di Ragusa che, dopo avere impegnato ingenti somme dal PIT per recuperare questo sito, lo ha abbandonato. Eppure a nostro avviso, sarebbe possibile puntare al rilancio economico della città anche attraverso la promozione turistica seria di luoghi come questi". Pochi metri a sud dal riparo l'azione di alcune ruspe aveva insospettito le associazioni. "Abbiamo verificato - spiegano - che il Comune di Ragusa ha autorizzato una lottizzazione in pieno verde agricolo, per di più a pochi passi da un sito archeologico rilevante. Il tutto nel più assoluto silenzio dell'attuale soprintendente ai beni culturali che pure avrebbe il dovere di tutelare queste ricchezze". "Ci chiediamo - aggiunge l'architetto Silvia La Padula - quale sia la promozione del territorio di cui parla il sindaco di Ragusa. Da un lato ci si riempie la bocca di campagne e muri a secco, dall'altra si consente ai privati di edificare in una zona come questa". "Non può esserci sviluppo sostenibile - aggiunge Claudio Conti - quando poi si deturpano i nostri beni naturali. Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità una recente mozione per la tutela ambientale ed ora, inspiegabilmente e senza varianti al Prg, dà il permesso di edificare in piena zona agricola. Chiediamo un intervento serio da parte della Soprintendenza ai beni culturali perché a nostro avviso ci troviamo davanti ad un abuso edilizio legato a troppe singole concessioni elargite in una stessa area agricola". "Non siamo noi - concludono le associazioni sostenute da Idv - a volere ingessare il territorio nel nome di un rispetto serio dei nostri beni naturali. È un certo modo di fare politica che ingessa il territorio nelle logiche della cementificazione selvaggia". 20102011