LA TORRE medicea di Santo Stefano di Sessanio, distrutta durante il terremoto dell'Aquila nel 2009, potrebbe essere restaurata anche con soldi toscani. Ciò in segno di un antico legame che faceva di quella terra d'Abruzzo un'estrema propaggine dei domini fiorentini, conquistati da Francesco I nel 1579. «Troveremo risorse per restituirle il suo splendore assicura il presidente del consiglio comunale di Firenze e consigliere regionale del Pd Eugenio Giani e in proposito mi sono già attivato mettendomi in contatto con gli uffici competenti della Regione». Il progetto nasce da una mostra organizzata dalla Galleria degli Uffizi dal titolo Condivisione di affetti, che ha portato 23 delle opere da Firenze a Santo Stefano di Sessanio, e che sono state viste da quasi 14mila visitatori. Per recuperare l'antica struttura occorre ora uno stanziamento di 900mila euro e per il restauro è già stata destinata parte del ricavato della mostra, che è stata chiusa qualche giorno fa alla presenza del direttore degli Uffizi Antonio Natali e dello stesso Giani. L'ESPOSIZIONE rientra nel ciclo La città degli Uffizi, iniziativa che mira ad esporre fuori dalle sale della Galleria opere dei depositi che abbiano un qualche legame ideale col territorio che le ospita. Nel caso di Santo Stefano in Sessanio il legame è attraverso gli Amici degli Uffizi che in occasione dell'attentato dei Georgofili nel 1993, furono un grande conforto per il recupero dall'esplosione. Lo stesso ha voluto fare gli Uffizi col piccolo comune abruzzese distrutto dal terremoto. Fondandosi sul principio della condivisione, gli Uffizi hanno deciso di portare in questi luoghi opere del loro patrimonio che proprio all'Associazione degli Amici devono il restauro o addirittura l'accesso medesimo nelle raccolte della Galleria. Opere che dall'antichità al Novecento, passando per i secoli grandi della tradizione figurativa, specialmente fiorentina. Opere che nel 2003 nella ricorrenza dei dieci anni dall'esplosione mafiosa e in segno di rivincita sul male furono in gran parte esposte agli Uffizi, nella sala delle Reali Poste.