MILANO Oggi dalle 10 alle 12.30 la Pinacoteca di Brera resta chiusa, e così la Biblioteca Braidense e gli altri istituti milanesi del Ministero dei Beni culturali. I lavoratori, informano i sindacati, saranno in presidio davanti alla Direzione regionale di corso Magenta per protestare «contro la svendita del patrimonio culturale». Ce l'hanno con un accordo sottoscritto lo scorso 21 settembre tra la Direzione, la Braidense e il Fai (Fondo per l'ambiente italiano) per la valorizzazione della Cavallerizza di Radetzky. Le ex stalle del feldmaresciallo, a partire dall'estate del 2003, sono state sottoposte a un imponente recupero costato quasi 5,6 milioni di euro, che adesso è in dirittura d'arrivo. E in via Foldi ha ricavato un grande spazio, una palazzina a due piani nel cortile e cinque impalcati (due interrati) per una superficie totale di 6.500 metri quadrati. Lì, nelle intenzioni del Demanio che nel '98 destinò lo spazio alla Braidense, doveva nascere un'emeroteca che consentisse ai milanesi di accedere alla raccolta di periodici della biblioteca, al momento custodita in magazzini esterni e ritirata due volte a settimana per la consultazione su richiesta. Ma in questi 13 anni il portafoglio della cultura in generale, e delle biblioteche in particolare, si è a tal punto alleggerito che la Braidense ad oggi non dispone «delle risorse umane e strumentali» neppure per allestire gli spazi, figurarsi per gestirli. Da qui l'intesa col Fai, sottoscritta in base all'articolo 112, comma 9 del Codice dei beni culturali: un «accordo di valorizzazione» valido nove anni (e prorogabile per altrettanti) in base al quale il Fondo, che a febbraio si era reso disponibile, occuperà parte della struttura coi propri uffici, condividendo altri spazi con la Braidense, che avrà 2.350 metri quadrati (i due piani interrati e parte del piano terra) per concentrare le proprie raccolte, risparmiando l'affitto dei magazzini esterni. In cambio, il Fai si accollerà tutte le utenze e la manutenzione (una spesa quantificata in centomila euro l'anno) e allestirà una sala conferenze con strumentazione audiovideo. Non solo: tra gli «obblighi minimi irrinunciabili» c'è l'organizzazione di almeno 12 eventi l'anno (6 sul patrimonio librario, 6 sui temi del Fai) che saranno stabiliti da un'«unità di gestione» composta da esponenti del Fai e della Braidense (che avrà l'ultima parola anche sulla concessione degli spazi comuni ad altri), con la supervisione della direttrice regionale Caterina Bon Valsassina. Troppo poco, per i sindacati: «I periodici non saranno più accessibili di prima - chiarisce Misia Fasano della Uil-Bac - e il Fai investirà solo 8 mila euro al mese». Il massimo possibile, ribatte la Bon: «Già a gennaio la Braidense non aveva i 60 mila euro necessari agli allacciamenti di luce e gas, né i soldi per trasferire i volumi dai magazzini. L'emeroteca? Coi fondi attuali è irrealizzabile, Fai o non Fai».