Atteso il parere (vincolante) della commissione onoranze ai caduti della prima guerra Il futuro del parco della Rimembranza è nelle mani di due commissioni. La prima, del ministero delle Belle arti, che esprime un parere consultivo, ha praticamente dato il via libera al nuovo anfiteatro a patto che il monumento ai caduti della prima guerra mondiale rimanga in piazzale Verdi, con la possibilità di spostarlo verso l'ingresso di via San Paolino. La seconda, la commissione per le onoranze ai caduti della prima guerra mondiale, è quella che darà il parere vincolante. Solo dopo questo passaggio la Soprintendenza potrà di nuovo esprimersi sul progetto di piazzale Verdi, già bocciato. Il Comune conta di riuscire a trovare una mediazione con le varie istituzioni per mantenere inalterato il progetto originario dell'anfiteatro per spettacoli in piazzale Verdi, spostando il monumento ai caduti e quindi il parco della Rimembranza sul baluardo San Donato dove - dice il dirigente all'urbanistica, Mauro Di Bugno - «sarà possibile ricreare quel luogo di introspezione e di memoria che piazzale Verdi ha perso dopo che porta S. Anna è diventata snodo del traffico tra il centro e il quartiere più popoloso della città». Oltretutto - ricorda Di Bugno - anche per il monumento ai martiri del fascismo, smantellato nel dopoguerra, si era scelto il baluardo di San Paolino. E già nel 1981 si era intervenuti sul parco della Rimembranza per realizzare il terminal bus in piazzale Verdi. Comunque, se non piacesse l'ipotesi del monumento spostato sul baluardo San Donato, l'amministrazione ha già pronte altre due ipotesi: la ricollocazione nel parco giochi di piazzale San Donato, di fronte al comando dei vigili, o lo spostamento ai margini di piazzale Verdi, vicino all'imbocco di via San Paolino. Tutte soluzioni che non soddisfano Italia Nostra che annuncia di voler proseguire la propria battaglia affinché il parco della Rimembranza non venga toccato. «In base al codice dei beni culturali - dice il presidente, Roberto Mannocci - i monumenti ai caduti non possono essere distrutti né spostati, se non in caso di pericolo di crollo. Ora valuteremo i passi che saranno fatti dal Ministero e dal Comune. Intanto ringraziamo Governare Lucca per aver imposto al Comune di sentire tutti i soggetti istituzionali e sociali direttamente interessati alla vicenda, prima di decidere. Se la nostra è una lettura giusta, ora ci aspettiamo di essere convocati a discutere». A. P.