In mostra dal 25 ottobre nelle sale di Palazzo Sciarra dipinti, sculture e disegni Da papa Giulio II al rapporto con lantico Via Giulia, via della Lungara, la Cappella Sistina, le Stanze in Vaticano, San Pietro in Montorio, Santa Maria della Pace: la spina dorsale di Roma moderna prende forma nel pieno Rinascimento, quando urbanistica, architettura e pittura si incrociano e la politica ne fa uso proiettandole nella città sotto il segno della renovatio imperii. Al racconto di quellepoca, "Nel segno di Michelangelo e Raffaello" è dedicata la mostra che apre il 25 ottobre a Palazzo Sciarra, organizzata dalla Fondazione Roma Museo, per la cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli. «Dopo il successo delle mostre dedicate a Quattrocento e Settecento è la volta del Rinascimento - spiega Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma - Unepoca memorabile nella storia dellarte e della cultura in cui Roma ha giocato un ruolo decisivo». Cronologica, la mostra prende lavvio dal pontificato di Giulio II della Rovere (1503-1513) e arriva fino al 1564, anno della morte di Michelangelo: 180 le opere organizzate in un percorso con sette sezioni in cui si vedono dipinti, sculture, disegni, incisioni e medaglie provenienti da molti musei internazionali e italiani, dai Musei Vaticani allErmitage di San Pietroburgo. Tra le opere più rappresentative, i ritratti di Raffaello, lApollo-Davide di Michelangelo, le pitture di Sebastiano Del Piombo e quelle del Salviati. Per documentare limportanza del rapporto con lantico, è uscita da Palazzo Altemps anche la statua di Afrodite accovacciata, dallArcheologico di Napoli il Dioniso ed Eros che faceva parte della collezione Farnese. Tra i documenti, un disegno del Pantheon utilizzato da Raffaello come studio. Centrale è naturalmente il 1527, anno del Sacco di Roma, con la città messa a ferro e fuoco dalle truppe di Carlo V, data che fa da spartiacque, segna un prima e un dopo anche nelle arti e nel loro svilupparsi. La città "rinasce" di nuovo dopo il 1530, anno davvio del pontificato di Paolo III Farnese che commissiona a Michelangelo la decorazione della Cappella Sistina, ed è di quegli anni anche il colossale rifacimento della Basilica di San Pietro. In mostra, anche il modello ligneo dellabside del progetto di rifacimento con le torri campanarie insieme ad altri documenti che raccontano gli anni della "fabbrica" della basilica. Completano la mostra alcune ricostruzioni in 3D della Loggia della Farnesina con gli affreschi di Amore e Psiche affrescata dalla scuola di Raffaello, della volta della Sistina e del Giudizio di Michelangelo riprodotte dalla tecnologia Enea. In mostra si "viaggia" attraverso lo splendore del pieno Cinquecento, passando dal pontificato di Giulio II e Leone X, per il rapporto con lantico, dalla riforma di Lutero al sacco del 1527, passando per gli anni dei cosiddetti Fasti farnesiani. Una sezione speciale è dedicata a San Pietro e alla maniera a Roma a metà secolo, con dipinti di Taddeo e Federico Zuccari, a dimostrare come la lezione di Michelangelo e di Raffaello in pittura fosse già assorbita e rielaborata da una schiera di pittori. La conclusione, con una sezione sugli arredi, per mostrare la vita quotidiana a Roma nel pieno Cinquecento, dove nelle logge vaticane anche le mattonelle sono firmate da Raffaello.
ROMA - Michelangelo e Raffaello nella città di tutte le arti
La mostra "Nel segno di Michelangelo e Raffaello" apre il 25 ottobre a Palazzo Sciarra, organizzata dalla Fondazione Roma Museo. La mostra prende in mostra dipinti, sculture, disegni, incisioni e medaglie provenienti da molti musei internazionali e italiani, tra cui i Musei Vaticani e lErmitage di San Pietroburgo. La mostra copre il periodo dal pontificato di Giulio II della Rovere (1503-1513) al 1564, anno della morte di Michelangelo. Tra le opere più rappresentative, i ritratti di Raffaello, lApollo-Davide di Michelangelo, le pitture di Sebastiano Del Piombo e quelle del Salviati.
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