Lo scontro Natali-Vinceti Il direttore degli Uffizi Antonio Natali ha coraggiosamente dichiarato che la «Gioconda a Firenze interessa solo alle tv commerciali e ai giornali commerciali». «Farla arrivare qua ha detto Natali significa cedere il campo a mire che non hanno a che vedere con la formazione e la conoscenza dell'arte». Il promotore dell'iniziativa (Silvano Vinceti, un privato cittadino senza alcuna competenza in materia) lo ha subito accusato di insultare le 80 mila persone che avrebbero già firmato per avere il feticcio leonardesco a Firenze. Purtroppo non è facile spiegare che è vero proprio il contrario, e cioè che Natali sta cercando di difendere proprio quelle persone, inconsapevoli strumenti nelle mani di un cinico marketing. E non è facile perché lo stesso Ministero per i Beni culturali ha sposato proprio la linea della commercializzazione del patrimonio storico-artistico che Natali condanna: una linea fatta di eventi continui, annunci spettacolari, grandi mostre con piccolissime, o inesistenti, fondamenta culturali. E' ben nota la genesi dell'idea di portare la «Gioconda» a Firenze. Dopo aver orchestrato il «ritrovamento» delle ossa di Caravaggio a Porto Ercole, Vinceti ha convinto, non si sa come, la Provincia di Firenze ad affidargli lo scavo per cercare le spoglie di Monna Lisa nella chiesa fiorentina di Sant'Orsola. Visto che non spuntava manco una rotula, Vinceti ha rilanciato raccogliendo firme per «costringere» il Louvre a prestare la «Gioconda». Il fatto che il tutto assomigli ad una specie di burla paesana non ha impedito a Vinceti di incassare l'avallo dell'assessore Carla Fracci e dell'intera giunta provinciale, e poi anche di incassare letteralmente 12 mila euro pubblici, dalla Provincia medesima, per la ricerca delle ossa fatali. Più recentemente, Vinceti ha annunciato l'arrivo di nuovi finanziamenti provinciali (si parla di 8o mila) e ha portato avanti anche sul sito web della Provincia la crociata-marketing per il prestito della Gioconda. Ebbene, ora che Vinceti aggredisce pubblicamente il direttore degli Uffizi, reo di non prestarsi al gioco, piacerebbe sapere qual è la posizione della Provincia circa il prestito della «Gioconda», e qual è davvero la situazione degli scavi di Sant'Orsola. Così ifiorentini potrebbero capire se la loro amministrazione provinciale sta ancora dalla parte della Costituzione (che dice che il patrimonio storico artistico serve ad accrescere la cultura, la conoscenza, l'educazione), o è passata dalla parte del marketing.
Marketing Monna Lisa (se l'arte diventa spettacolo)
Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha affermato che la Gioconda a Firenze interessa solo alle tv commerciali e ai giornali commerciali. Ha accusato Silvano Vinceti, il promotore dell'iniziativa di portare la Gioconda a Firenze, di insultare le persone che hanno firmato per avere il feticcio leonardesco. Natali sta difendendo le persone che non hanno una conoscenza approfondita dell'arte. Il Ministero per i Beni culturali ha sposato la linea della commercializzazione del patrimonio storico-artistico. Vinceti ha orchestrato il ritrovamento delle ossa di Caravaggio e ha convinto la Provincia di Firenze ad affidargli lo scavo per cercare le spoglie di Monna Lisa.
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