Il ministro Galan: «In questo specifico momento non hanno senso i cambiamenti» «In questo specifico momento ritengo non ci siano motivi validi per determinare la conclusione anticipata della gestione commissariale, il cui venir meno, anzi, potrebbe determinare conseguenze negative sul completamento dei progetti in corso». Lo ha detto il ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, nell'audizione alla commissione cultura della Camera dei Deputati, confermando così, con queste parole, il commissario al nuovo Palacinema. «Io stesso - ha aggiunto poi il ministro, nella seduta presieduta da Valentina Aprea - assicuro che proporrò la revoca del commissario non appena verranno a crearsi quelle condizioni minime per una utile ed efficace gestione delle opere in corso in regime ordinario». L'intervento di Galan ha risposto così all'interrogazione del parlamentare Giuseppe Giulietti, portavoce di «Articolo 21". Il ministro non ha dissipato gli interrogativi in merito al completamento del nuovo Palacinema, nè circa la spesa di circa 37 milioni di euro nell'area di cantiere in lungomare Marconi per gli scavi e la bonifica dell'eternit. «Il commissario - ha puntualizzato Galan - non ha super poteri, ma si limita ad essere il soggetto attuatore di quanto viene deciso dalla Conferenza dei servizi». La risposta di Galan non ha soddisfatto Giulietti. «Preoccupa la assoluta mancanza di idee chiare sul futuro dell'opera - ha ribattuto il deputato - come si è fatto in un batter d'occhio un decreto con la proposta di nomina di Malgara, con la stessa celerità sarebbe giusto rispondere sudi chi sono gli errori passati».