Stava lavorando per la Sovrintendenza intorno al relitto di una nave romana Doveva posizionare le boe in previsione di una nuova campagna di studi. All'improvviso ha perso i sensi Il fuoco e l'acqua. Questi erano i suoi elementi. Il primo per professione. Il secondo per passione. Ma quell'amore sconfinato per le profondità marine ieri lo ha tradito. Giorgio Tinagli, 45 anni, vigile del fuoco a Piombino e uno dei componenti dell'Explorer Team Chimera di Portoferraio è deceduto per un malore durante un'immersione. Stava allestendo un campo base intorno al relitto del Nasuto: una nave romana affondata al largo di Marciana Marina più di duemila anni fa, scoperta nel 2002 e da allora oggetto di campagne di studio da parte della Sovrintendenza di Firenze. Tinagli doveva posizionare boe e corpi morti, in previsione di una nuova campagna di studi sul relitto, a 65 metri di profondità, insieme a un collega dell'Explorer Team Chimera, l'associazione di volontariato che collabora con la Sovrintendenza nelle ricerche sottomarine. Ma improvvisamente si è sentito male, ha perso i sensi ed è tornato in superficie. I compagni di immersione hanno visto riemergere il corpo. Tinagli respirava a fatica, non parlava, ma il suo cuore continuava a battere quando è stato caricato a bordo del mezzo di appoggio dai compagni usciti in mare con lui. Tra loro anche un medico che ha prestato i primi soccorsi. Il vigile del fuoco in pochi minuti - erano passate da poco le 16 - è stato portato in porto, a Marciana Marina, adagiato su una banchina e soccorso dal personale delle due ambulanze arrivate sul posto, la Pubblica assistenza di Marciana Marina e la Croce Verde di Portoferraio. A lungo medici e volontari hanno provato a rianimarlo. Giorgio è morto poco dopo le 17. Sulle cause della morte e sulla dinamica dell'incidente proveranno ora a fare luce il medico legale, il cui intervento è stato disposto dal magistrato di turno, e il personale dell'ufficio locale marittimo della Capitaneria, diretto dal maresciallo Micali, anche lui intervenuto per prestare soccorso insieme ai carabinieri di Marciana Marina. Pochi gli elementi a disposizione degli uomini della Guardia costiera sull'accaduto. Si sa che quando si è sentito male Tinagli era da solo, distante dal collega che con lui stava lavorando sott'acqua. Gli altri sommozzatori del gruppo Chimera erano a bordo di un gommone di appoggio e della nave Phalesia di proprietà degli ormeggiatori di Piombino, anche loro tra i collaboratori della Sovrintendenza nelle operazioni di studio e recupero dei tesori del relitto del Nasuto. Nessuno, quindi, ha visto con precisione cosa gli è accaduto sott'acqua e solo un esame del corpo del pompiere piombinese - trasferito in serata all'obitorio dell'ospedale di Portoferraio - potrà probabilmente dire qualcosa di più sulle cause della morte. La notizia della sua tragica e improvvisa scomparsa ha sconvolto i tanti amici e appassionati di subacquea che in questi anni avevano avuto modo di conoscerlo. Per Tinagli le immersioni e gli abissi marini erano da sempre un grande amore, secondo solo a quello per le due figlie, Margherita e Giulia. Da anni era tra i responsabili del Diving Centro sub di Perelli, a Piombino, dove si occupava anche dei corsi di formazione. Aveva cominciato a collaborare con l'Explorer Team Chimera coinvolto da amici e colleghi, vigili del fuoco come lui. Nel tempo libero, durante le ferie dal lavoro, lasciava la sua abitazione a Campiglia e si dedicava alle immersioni nell'area del relitto del Nasuto sotto la direzione dell'archeologa Pamela Gambogi. Chi gli ha voluto bene ora lo ricorda come un professionista, un sub esperto, attento agli altri e sempre disponibile con tutti.
MARCIANA MARINA. Malore negli abissi: muore il vigile-sub
Giorgio Tinagli, 45 anni, vigile del fuoco a Piombino, è morto per un malore durante un'immersione per studiare il relitto di una nave romana al largo di Marciana Marina. Stava allestendo un campo base intorno al relitto del Nasuto, insieme a un collega dell'Explorer Team Chimera, in previsione di una nuova campagna di studi. Tinagli si è sentito male, ha perso i sensi e è tornato in superficie, ma è morto poco dopo le 17. I medici e volontari hanno provato a rianimarlo, ma senza successo. Le cause della morte e la dinamica dell'incidente sono ancora da essere indagate. Tinagli era un professionista e un sub esperto, attento agli altri e sempre disponibile con tutti.
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