Firmata l'autorizzazione paesaggistica. Scuto: "Il progetto definitivo ha recepito le prescrizioni date nel 2003» Gli architetti: confronto e concorso internazionale per la nuova stazione Per la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina, il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto merita l'autorizzazione paesaggistica e può, pertanto, approdare al successivo ed ultimo stadio della progettazione: quello della esecutività, che è parente stretto dell'apertura dei cantieri. «Naturalmente - puntualizza il soprintendente Salvatore Scuto - a condizione che ottenga il via libera da tutti gli altri enti nella speciale conferenza dei servizi nazionale che esamina il progetto definitivo». La nota di una pagina, contenente il dispositivo della approvazione paesaggistica, è giunta qualche giorno fa sul tavolo del consorzio Eurolink, aggiudicatario della progettazione definitivo-esecutiva e della costruzione della mega opera, ed è stata notificata al governatore Raffaele Lombardo, agli assessorati regionali al Territorio e ai Beni culturali, al "Mibac" (Direzione generale per il Paesaggio, le Belle arti e l'Architettura del ministero Beni culturali) e, a Messina, a Comune e Provincia. Va subito annotato il passaggio chiave, in quattro capoversi, che considera "soddisfatte" le prescrizioni date dalla Soprintendenza 1'11 giugno 2003, all'interno del nulla osta al progetto preliminare, firmate dall'allora soprintendente Gianfilippo Villari: «Osservato che le raccomandazioni pro-gettuali avanzate da quest'ufficio nel disposto approvativo numero 5459 del 2003 - riassume Scuto - hanno trovato l'attenzione del procedente nella fase di elaborazione definitiva, nell'ambito delle variazioni dei tracciati progettuali e delle cantierizzazioni; Osservato che le risultanze progettuali, pur di livello definitivo, contengono profili e soluzioni secondarie suscettibili di miglioramento e implementazioni finalizzate al mantenimento dei livelli della vivibilità delle popolazioni progressivamente raggiunte dalle cantierizzazioni; Considerato che la complessità e specificità dell'elaborazione ingegneristica e architettonica richiederà un confronto dinamico tra i soggetti attori a partire dall'elaborazione del progetto esecutivo: Ciò visto e osservato questa Soprintendenza esprime parere di conformità del progetto ai contenuti normativi ed ai principi di tutela paesaggistica e rilascia, ai sensi dell'articolo 146 del decreto legislativo 42 del 2004, la richiesta autorizzazione paesaggistica». A questo punto, serve un riepilogo delle prescrizioni che la Soprintendenza, dopo una serie di perplessità sul rapporto tra la mega opera e il paesaggio dello Stretto, diede nel 2003 all'interno del documento che comunque accordò il "nulla osta". Si chiedevano, testualmente, «forme e modalità più precise di mitigazione degli impatti», ad esempio la necessità «di distanziare i piloni lungo i viadotti Pace, Curcuraci, Ciccia e Annunziata per ricondurla ai 73 metri delle pile del viadotto Pantano». Chiarezza veniva reclamata in merito alle conseguenze dell'opera sull'ecosistema lagunare di Ganzirri, e sulle aree da utilizzare per cantieri, depositi di materiali, zone di stoccaggio ed itinerari di servizio: «occorre definire il programma d'interventi di ripristino e di rinaturazione, finalizzandoli alla ricostruzione del paesaggio». E si sottolineava l'opportunità di utilizzare il materiale di risulta, proveniente da scavi e sbancamenti, perla realizzazione di una o più grandi opere di grande rilevanza ambientale a fruizione della città». Cosa ne è stato, dunque, delle prescrizioni di otto anni orsono? «Sono state tutte recepite nel progetto definitivo che, da parte nostra, può trasformarsi in esecutivo ad eccezione delle opere compensative il cui quadro non è ancora noto visto che l'apposita commissione non ha concluso i lavori». Ma non è questa l'unica rilevante novità sul Ponte e le opere collegate. In una nota a firma del presidente Pino Falzea, l'Ordine degli Architetti, chiede a Comune e Provincia «la riapertura del dibattito con la città in tutte le sue componenti, al fine di avere conoscenza del progetto definitivo redatto e soprattutto della previsione di opere e azioni a suo tempo individuate come imprescindibili per il nuovo assetto del territorio e urbanistico-infrastrutturale». Da qui l'appello: «Un'Amministrazione attenta e sensibile ai destini della città non può prescindere da questo confronto che deve avvenire prima della Conferenza dei servizi. Ed esso dovrà svolgersi con la partecipazione attiva delle istituzioni locali e degli interlocutori principali, quali la società Stretto, il consorzio Eurolink, Rfi e Anas». Torna la proposta «di adottare procedure concorsuali internazionali che possano coinvolgere le migliori firme dell'Architettura contemporanea e valorizzare le risorse tecnico-professionali locali». Con l'ovvio accenno alla nuova Stazione, prevista a Gazzi da uno "studio" di Rfi...