Punto franco, la sospensione scade il 30 novembre. Il prefetto: a oggi non ci sono domande di proroga, e l'iter è lungo. Portocittà: faremo richiesta per altri 18 mesi Attesi al varco. Ma stavolta potrebbe essere il varco a non attendere. Rischia di chiudere nuovamente quello aperto il 20 giugno scorso in viale Miramare che con la scusa dell'arte (la Biennale diffusa) ha abbattuto lo storico muro del Porto Vecchio di Trieste. Il 30 novembre scade improrogabilmente la sospensione del regime di punto franco concesso dal Commissario del Governo Alessandro Giacchetti «allo scopo - si legge nel decreto del 29 giugno - di ospitare la 54.ma edizione della Biennale d'Arte di Venezia». In realtà la Biennale, quella vera, diretta da Bice Curiger, è rimasta a Venezia (ai Giardini e all'Arsenale). Qui al Magazzino 26 è arrivata la versione ridotta (quella diffusa) del Padiglione Italia diretto da Vittorio Sgarbi. Ma tanto è bastato per rompere il muro e mettere tra parentesi il Punto franco in vigore dal 1719. Ma ora? Che cosa accadrà a partire dal primo dicembre, archiviata la piccola Biennale? Cosa metterà in mostra il Magazzino 26 dopo essersi messo in mostra per cinque mesi? La cosa sicura è che il Punto franco tornerà in pieno vigore impedendo il libero accesso ai cittadini. Nessuna proroga, anche perché a tutt'oggi non è stata presentata nessuna richiesta dai titolari della concessione. «Se sarà fatta domanda l'esamineremo. Finora non è arrivato nulla», spiega il prefetto Giacchetti. Alla Prefettura, insomma, attendono. Un'eventuale domanda ha bisogno di un'istruttoria e del parere di diversi soggetti (dall'Autorità Portuale all'Agenzia delle dogane, dalla Camera di commercio alla Guardia di Finanza, dalla Capitaneria di Porto alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici). Non è, insomma, una cosa immediata. «In mancanza di una richiesta - aggiunge Giacchetti - il varco viene chiuso. Mi sembra ovvio. Non c'è una preclusione da parte nostra. La Prefettura non vuole chiudere a tutti i costi. Ma se non viene presentata una richiesta la scadenza è quella prevista del decreto. Io sono qui, ma se non arriva niente...». Dal quartier generale di Portocittà, concessionario dell'area, arrivano rassicurazioni. «Nelle nostre aspettative rimarranno aperti sia il varco in viale Miramare che il Magazzino 26» assicura Luca Fantin, direttore immobiliare del socio Rizzavi de Eccher. Ma dovete presentare una domanda? «Ci stiamo lavorando. Presenteremo una domanda di proroga di 18 mesi, questo è sicuro». Con quale scusa? Di nuovo l'arte contemporanea? «Su questo stiamo ancora lavorando con il Comune e la Camera di commercio. Saranno molteplici iniziative». Con l'attuale associazione? «No, non credo». Non c'è molto tempo? «Sicuramente non presenteremo la richiesta il giorno prima. Questo è fuor di dubbio. Il nostro obiettivo è non far chiudere il varco sul viale Miramare il 30 novembre». Il problema è come riempire di contenuti il Magazzino 26. L'ispiratore della Biennale diffusa, Sgarbi ha addirittura suggerito di dado in concessione ai friulani. Ma la questione vera di Portocittà è un'altra: il Punto franco dove lo metto? «E impensabile andare avanti con proroghe di qualche mese in qualche mese» ammette il direttore immobiliare. Serve una scelta definitiva. «Per noi - spiega Fantin - la sospensione del Punto franco deve essere per tutti i settant'anni. Per questo stiamo ragionando con le istituzioni». Alcuni mesi fa (maggio 2011, in piena campagna elettorale) il ministro degli Esteri Franco Frattini disse che si può fare. «Il Punto franco si può spostare senza toccare i trattati internazionali». Ma tra il dire e il fare...