VENEZIA Armati di corde, ganci, funi, scarponcini da montagna, caschetto e aspiravolvere, hanno ripulito il ponte dell'Accademia da cima a fondo. Le arcate, i gradini e i mille interstizi dentro i quali si è acculato di tutto e tutto potenzialmente infiammabile. Così, per l'intera giornata di ieri, due operai «alpinisti» (ossia dotati di patentino per lavorare in quota) si sono calati dal ponte facendo gli equilibristi nel vuoto per ramazzare segatura, pezzi di legno bruciacchiati dai tanti incendi, polvere, mozziconi di sigaretta, cartacce. Complessivamente oltre due metri cubi di materiale pronto per finire in discarica. L'intervento del Comune si è reso indispensabile dopo gli incendi degli ultimi mesi. Cinque uno di fila all'altro, che hanno costretto i vigili a chiudere il ponte per consentire ai vigili del fuoco di domare le fiamme che si erano sprigionate tra le arcate a causa della combustione di segatura e poveri lignee. Sotto gli sguardi incuriositi dei turisti, che per un attimo devono aver pensato di assistere alle riprese di un film d'azione, l'intervento è proseguito fino a a sera, transennando a turno la porzione di ponte interessata dai lavori. Sotto l'arco, a dirigere il traffico, un motoscafo dei vigili urbani. Come già aveva sottolineato l'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggiori presentando l'iniziativa «si tratta di palliativi, perché gli interventi assolutamente urgenti sono quelli di manutenzione, restauro e rifacimento. E bisogna intervenire subito: noi siamo pronti a farlo subito, appena ricevuto il parere del Ministero».